William e il fardello dell’eredità: forse non è tutta fortuna

Marito, padre e Duca di Cambridge e Cornovaglia. William è depositario di una fortuna ma anche di una responsabilità verso il suo Paese. Anche da erede.

 

Meglio essere re o condurre una vita da erede? In molti se lo sono chiesto nel momento in cui Carlo III ha preso il posto di sua madre sul trono britannico. Ultrasettantenne, praticamente una vita da principe.

William Kate eredità
Foto: Web

In molti, anche se erano quasi più voci di corridoio, erano pronti a scommettere su una sua abdicazione in favore del figlio maggiore. William, da sempre chiamato con il suo nome anglosassone anche alle nostre latitudini. Più giovane, forse anche più amato del padre, protagonista di un’ascesa decisamente più graduale di quella che visse sua nonna, catapultata sul trono ad appena venticinque anni. A quarant’anni e con una visione più matura delle cose (oltre che del suo Paese), marito e padre di una famiglia più che mai unita, almeno nel pubblico, c’è da capire se William sarebbe il re ideale o il prototipo perfetto di erede al trono. Uno dei primissimi gesti di suo padre è stato quello di investirlo ufficialmente del titolo di Duca di Cambridge e di Cornovaglia. Ossia, di primo erede al trono del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

Titoli che vanno molto al di là della semplice onorificenza. Quella che, per dire, caratterizza suo fratello Harry, duca di Sussex, figura di riferimento (al netto delle vicende familiari degli ultimi anni) ma di fatto meno gravata da impegni istituzionali. L’erede al trono britannico, ora investito delle due cariche, potrà di fatto sperimentare quello che suo padre Carlo ha sperimentato per quasi tutta la vita: essere destinatario delle attese e delle aspettative di un’intera Nazione. In sostanza, essere ciò che i sudditi (e non solo i suoi familiari) si aspettano che sia. Una persona degna di ereditare il trono che fu di Vittoria, delle due Elisabetta e del suo bisnonno Giorgio VI, che condusse il Paese durante la Seconda guerra mondiale. Ruolo esposto e tutt’altro che privilegiato, visto ciò che l’attuale re ha vissuto in questa veste.

William erede al trono, peso e fortuna: quanto guadagnerà

Il passaggio di consegne fra Elisabetta e Carlo, da lontano, potrebbe sembrare una mera forma. I britannici, però, sono estremamente legati alla loro tradizione monarchica e salire al trono significa innanzitutto essere depositari di una storia millenaria, gelosamente protetta da sudditi e regnanti. Poi va da sé che nascere all’interno della Royal Family, accanto ai doveri, garantisca una buona dose di privilegi. In primis una cospicua eredità, di titoli e di possedimenti. La sola eredità del ducato, ad esempio, garantisce a William e alla sua famiglia un patrimonio quasi faraonico. Lo scorso anno, la rendita di suo padre ha toccato quota 23 milioni di sterline. Complessivamente, la somma del patrimonio totale della famiglia dei duchi sfiorerebbe almeno il miliardo secondo gli esperti. Naturalmente fra liquidità e beni vari.

In mano a William e Kate, teoricamente, i beni in questione sono assicurati. Anche dal punto di vista della beneficienza, viste le tante opere ed enti create dai duchi durante il loro matrimonio. In particolare, molte risorse sono state convogliate negli anni per finanziare ricerche sulle cure destinate alla salute mentale (anche durante la pandemia) e per contrastare il cambiamento climatico. Nei panni di erede al trono, suo padre ha fatto altrettanto. Anzi, oggi come oggi gli va attribuita una visione quasi avanguardistica sulle tematiche di salvaguardia del Pianeta, all’epoca (ossia negli anni Ottanta e Novanta) guardate quasi con ironia dalla massa. Certo è che la gestione delle risorse di famiglia ha conosciuto anche qualche flessione, così come alcuni scivoloni, come l’aver accettato contanti sauditi. Errori che William sa già di non potersi concedere.

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