WhatsApp, ecco cosa succede a guardare nello smartphone di un altro

Al giorno d’oggi lo smartphone è completamente complementare al nostro quotidiano. Ogni aspetto della nostra vita è li dentro.

Oggi più che mai possedere uno smartphone vuol dire infilarci dentro ogni aspetto della nostra vita. Attraverso le classiche app e tutto quello che inoltre ci è possibile fare possiamo tranquillamente gestire qualsiasi aspetto semplicemente standocene seduti dul nostro divano di casa. Le già citate app, inoltre ci tengono in contatto con il mondo esterno, attraverso specifici contesti più che mai funzionali al nostro quotidiano.

WhatsApp icona verde
Foto © AdobeStock

Tra le app maggiormente in uso tra i giovani e non solo, praticamente si può dire che in questo caso non esiste davvero età, troviamo WhatsApp. In questo caso abbiamo di fronte un contenitore specializzato nella messaggistica istantanea, attraverso la quale è possibile scambiare sms, vocali, file, link e posizioni geografiche. Inoltre è possibile effettuare videochiamate e gestire tante altre opzioni e caratteristiche sempre nuova e dalla diversa natura.

Lo smartphone utilizzato ormai da grandi e meno grandi, per cosi dire, potrebbe rapprese un serio rischio se associato nelle sue funzionalità proprio ad app come WhatsApp. Esporre ad esempio un minore al rischio che un app di messaggistica dalle potenzialità teoricamente infinite può rappresentare un serio guaio. A questo punto, sempre in teoria dovrebbero entrare in gioco genitori, ma quanto è consentito ai genitori frugare negli affari dei propri figli?

La disputa al centro del concetto espresso è molto vasta, in Europa, ad esempio, proprio per scavalcare questo tipo di problematica le istituzioni continentali hanno di fatto vietato l’utilizzo di WhatsApp ai minori di 16 anni per evitare insomma spiacevoli episodi. Chiaramente, ad esempio, un genitore vorrebbe controllare le attività di suo figlio, ma questo non sempre è possibile, ed inoltre pur potendolo fare nemmeno facile, considerando le restrizioni applicabili ad uno smartphone e quant’altro.

WhatsApp, ecco cosa succede a guardare nello lo smartphone di un altro: ecco cosa dice la legge

Il problema della tutela dei minori con l’avanzare dei social è stato spesso posto e trattato dagli organi competenti. Nel nostro paese, nel 2006, una sentenza della Corte di Cassazione ha cosi stabilito: “il dovere di vigilanza dei genitori deve sostanziarsi in una limitazioni sia quantitativa che qualitativa di quell’accesso. Questo, al fine di evitare che quel potente mezzo, fortemente relazionale e divulgativo, possa essere utilizzato in modo non adeguato da parte dei minori”. Il tutto sancito da una sentenza del Tribunale di Teramo del 2012.

Un’altra sentenza, del 2020 del Tribunale di Parma ha imposto ai genitori il controllo dei social, della sicurezza insomma dei propri figli minori. In molti casi ad esempio i ragazzi riescono ad andare oltre il divieto dei 16 anni generando account di fatto falsi e contro i regolamenti applicati nei singoli paesi. Il tutto espone anche gli stessi familiari del minore a rischi non indifferenti. Ci si trova di fronte, insomma a situazioni davvero al limite dove spesso tutelare i propri figli diventa al tempo stesso una operazione davvero complicata, forse anche troppo, visti i tempi che corrono.

Oggi insomma, WhatsApp e lo smartphone rappresentano di fatto il futuro. Non è possibile, almeno poco probabile, sempre di questi tempi riuscire a sfuggire a tali logiche. I ragazzi sempre più sensibili sono ovviamente tra i primi a caderci a desiderare di essere guidati da dinamiche completamente avulse dalla vita reale. I social, l’utilizzo spasmodico degli smartphone possono rappresentare un serio problema ed allo stesso tempo enorme rischio per le famiglie e chiaramente per gli stessi minori.

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La soluzione dovrebbe essere forse il controllo silenzioso per non urtare la sensibilità degli stessi minori, ed anche qui le polemiche non si contano. La verità dei fatti ci mostra quanto in effetti sia difficile recitare il ruolo del genitore, oggi, in specifici contesti. La realtà dei fatti ci impone certi riflessioni, oggi, più che mai.