IMU, un incubo che ritorna: chi rischia una pesante batosta

IMU, ritorna la possibilità di pagamento per una più ampia platea di contribuenti. L’allarme viene dato da Confedilizia, scopriamo le motivazioni a supporto dell’incubo che riaffiora.

La riforma del catasto potrebbe portare rilevanti conseguenze sull’IMU già dall’anno in corso. Sarebbe l’ennesima batosta in mezzo a tanti rincari.

IMU chi paga
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La crisi economica post pandemia, le conseguenze dello scoppio della guerra in Ucraina, i numerosi rincari che gravano sulle spalle degli italiani, riusciremo mai ad uscire da questo buio tunnel in cui ogni spiraglio di luce viene rapidamente offuscato da una nuova brutta notizia? La popolazione è costantemente sotto l’attacco di pessime previsioni riguardanti il presente e il futuro tant’è che ogni notizia più rassicurante sembra una goccia in un oceano. Dopo aver appreso, ad esempio, della diminuzione dei costi di luce e gas sulle bollette di aprile, giungono voci di un possibile ritorno dell’IMU per un maggior numero di contribuenti. Dov’è il Governo che dovrebbe tutelare i cittadini invece di gravarli con un’ulteriore tassa?

IMU, le nere previsioni di Confedilizia

La riforma del catasto prevista dal Governo dovrebbe riguardare l‘anno 2026 ma Confedilizia prevede possibili ripercussione anche nel 2022 soprattutto con riferimento all’IMU. L’ipotesi è che l’imposta possa riguardare non più solamente i proprietari di prime case considerate di lusso ossia inserite nella categoria catastale A/1, A/8, A/9. Secondo l’Associazione con i nuovi inquadramenti catastali verrebbero considerate di lusso un numero di abitazioni decisamente più elevato rispetto a quello attuale.

Il Governo, d’altra parte, rassicura le famiglie affermando che nessuno verrà chiamato a corrispondere nuove tasse e ricordando che i criteri di valutazione sono ancora in fase di definizione. Come già detto, infatti, la riforma del catasto prenderà il via dal 2026 e l’entità della riforma stessa è ad oggi impossibile da determinare. Eppure, Confedilizia non crede alle parole dell’esecutivo e controbatte sostenendo la reale pericolosità che l’IMU coinvolga un maggior numero di famiglie.

Le motivazioni della Confedilizia

Le ipotesi dell’associazione si basano su alcune constatazioni. In primo luogo si fa riferimento all’ISEE e alla determinazione del valore dell’Indicatore tenendo conto del valore catastale dell’immobile di proprietà, prima casa inclusa. L’ISEE, è ben noto a tutti, permette l’accesso a bonus e prestazioni e maggiore sarà il suo valore minore sarà il numero di agevolazioni a cui accedere o l’importo spettante.

Inoltre, aggiunge Confedilizia, i dati catastali vengono presi in considerazione nel calcolo dei tributi delle compravendite con un rapporto direttamente proporzionale tra valore dell’immobile e tasse da pagare. Ipotesi, dunque, che sebbene facciano riferimento al 2026 iniziano a spaventare i cittadini nel 2022. I partiti sono in fermento e si prevede una lunga diatriba i cui risultati si potranno constatare solamente tra qualche anno quando, si spesa, la società sarà uscita dalla crisi economica in atto.