Spunta il “Bonus Imu”: il sogno di molti si avvera

Sembra proprio che entro il 2023 verrà attivato il “Bonus Imu”, una soluzione a cui però potranno aderire solamente alcune categorie. 

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La Riforma del Catasto è ancora lontana a livello temporale, ma fa già paura. Al momento, sappiamo solo che il Governo è intenzionato a “modernizzare i criteri di rilevazione, eseguire una nuova mappatura degli immobili. Adeguare i valori catastali agli attuali prezzi di mercato, così come della rendita patrimoniale. Prevedere inoltre meccanismi di adeguamento periodico. Infine, identificare gli abusivi.”

Lo scontro politico, su questi e altri punti, è molto acceso, tanto che Draghi ha dichiarato pubblicamente che se non verranno approvate le modifiche vi saranno conseguenze nel suo rapporto con le varie parti coinvolte.

Sicuramente, se le cose andranno come sono andate finora, l’adeguamento porterà altro che aumenti nelle tasse, e rincari generalizzati dell’Imu. Che come sappiamo deve essere pagato da tutti coloro che hanno un secondo immobile. Ad oggi l’imposta grava molto su quelle famiglie che magari vivono in affitto, ma che hanno una casa in montagna o al mare. O ancora, che hanno ereditato e che non sono riusciti a vendere.

Quanto si paga di Imu in Italia

Per dirla in soldoni, avere la residenza in un luogo e una casa di proprietà in un altro non significa necessariamente essere ricchi. Ma tant’è, la tassa viene calcolata sul valore catastale dell’immobile, e a questa percentuale vengono aggiunte tasse comunali in base a luogo dove sorge la casa. Ogni anno lo Stato incassa almeno 20 miliardi di Euro grazie all’Imu. Considerando che ci sono tante altre tasse legate al comparto dell’abitazione, si fa presto a comprendere come mai il Governo non voglia abolire questa forma di “entrata sicura”.

Ricordiamo, tra l’altro, che questo onere va pagato indipendentemente dalla situazione economica familiare. In sostanza, anche se si perde il lavoro la tassa va pagata. Lo stesso dicasi, ad esempio, per il Canone Rai, e per il Bollo Auto. Se dunque da una parte non mancano sussidi per le famiglie in disagio economico, dall’altra la “lunga mano dello Stato” esige sempre il suo tributo.

Bonus Imu, cos’è la novità 2022

Spunta però all’orizzonte una forma di agevolazione proprio sull’Imu. Il governo ha stanziato 10 miliardi già per quest’anno e si prevede che vengano rinnovati anche per il 2023. Il Bonus Imu, però, non è quello che tutti sognerebbero. Questa agevolazione sarebbe destinata solamente a “commercianti e artigiani che decidono di avviare, proseguire o trasferire la propria attività in un piccolo Comune“. Per piccolo Comune si intende una realtà di circa 500 abitanti.

In attesa del decreto governativo che andrà (forse) ad approvare questa novità, ci immaginiamo di trasferirciin cima al cucuzzolo della montagna“, in una località “là dove nessuno è mai giunto prima“, sempre per citare  una frase celebre. In un posto, insomma, dove fortunatamente nemmeno le tasse potranno trovarci, e intaccare il nostro bel patrimonio.