Il destino della pasta: cosa accadrà a causa della guerra tra Russia e Ucraina

La pasta arriverà ancora nei nostri piatti o rimarrà un privilegio per pochi? Cerchiamo di fare il punto della situazione in seguito allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina.

Quello alla pasta sarà un momentaneo addio oppure potremo continuare a comprarla seppur a costi più elevati? Scopriamo le conseguenze della guerra nei supermercati.

pasta guerra Ucraina
Pixabay

Nel momento in cui si ipotizzava un’uscita dalla pandemia e dalla crisi economica derivante siamo stati catapultati in un altro incubo ben peggiore, la guerra. A due passi da casa nostra si sta consumando un conflitto molto sentito dai cittadini dell’Europa e che sta scatenando reazioni di rabbia e sdegno. La morte di civili e innocenti è al primo posto nei pensieri di tutti noi ma, purtroppo, occorre considerare anche altre conseguenze della guerra. Effetti economici rilevanti che si aggiungono a serie difficoltà ancora non superate lasciate dalla pandemia da Covid 19.

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Conosciamo il contesto

Tra le problematiche economicamente rilevanti citiamo i trasporti delle merci e la fornitura del gas. L’Italia ha dichiarato lo stato di pre-allerta per il gas dato che la guerra probabilmente ostacolerà l’importazione del gas nel nostro Paese (il 40% dei consumi è legato al gas proveniente da Russia e Ucraina). Inoltre, occorre considerare le difficoltà nel trasporto di altre materie prime non prodotte a sufficienza in Italia che comporteranno inevitabili aumenti dei prezzi. I rincari si noteranno sugli scaffali dei supermercati e riguarderanno anche beni di prima necessità.

Parliamo, ad esempio, del grano. Il fabbisogno in Italia è di 5,5 milioni di tonnellate ma la produzione nostrana si ferma a 4 milioni. Ciò significa che un non adeguato approvvigionamento comporterà un cambiamento della dieta mediterranea con un minor consumo di pasta. Nel 2021 l’Italia ha importato 120 milioni di chili di grano dall’Ucraina e altri 100 milioni dalla Russia. Con la guerra in atto il blocco dell’importazione sta diventando una certezza così come diventano sempre più reali le possibilità di non avere abbastanza pasta per tutti. Si aggiunge, poi, un altro problema. Il costo della pasta.

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E’ un addio alla pasta?

La produzione della pasta verrà sicuramente rallentata ma parlare di un “addio” è azzardato. Sebbene aziende come la Molisana abbiamo interrotto la produzione anche prima dello scoppio del conflitto Russia-Ucraina, dovremo continuare a poter comprare la pasta nei supermercati anche se il costo continuerà ad aumentare.

Il prezzo del grano è salito già da molti mesi soprattutto a causa del cambiamento climatico e dei danni apportati alla produzione. Si è aggiunto, poi, l’aumento del costo del carburante e dunque dei trasporti con ulteriori conseguenti rincari. Ora è arrivata la guerra in Ucraina e il blocco dei commerci con la Russial’UE sta sanzionando Putin per le scelte inadeguate compiute – e continueranno le conseguenze per i contribuenti. Mezzo chilo di pasta è arrivato a costare fino a 1.20 euro, questo è un segnale forte delle difficoltà economiche che stiamo passando e che continueremo ad affrontare se la risoluzione del conflitto non arriverà a breve.

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