Lavorare nel turismo: un settore in rampa di lancio dopo la crisi pandemica

Lavorare nel turismo implica la possibilità di scegliere tra numerose attività. Occhio però alle soft skills ed alla conoscenza delle lingue.

Lavorare nel turismo significa rapportarsi ad un mondo ricco di professioni e opportunità diverse, e non sempre è richiesto un titolo ad hoc. Tutte le informazioni essenziali su un settore in continua evoluzione.

Lavorare nel turismo: una guida turistica

Oggi lavorare nel turismo, in un paese come l’Italia, rappresenta una vera e propria scommessa. Infatti, la pandemia e le restrizioni che ne sono conseguite hanno costituito una piaga per il settore che, ora, sta lentamente cercando di risalire la china, dopo un periodo molto difficile.

C’è chi ha opportunamente osservato che la primavera e l’estate 2022 rappresenteranno le stagioni clou per capire in quali termini il turismo italiano potrà davvero rigenerarsi, offrendo nuove opportunità lavorative a tutti i giovani, e meno giovani, interessati a lavorare in quest’ambito.

Vero è, d’altra parte, che il nostro paese è territorio di turismo per eccellenza e, dunque, appare tuttora degna di considerazione l’ipotesi di lavorare nel turismo, auspicando magari un nuovo boom di turisti e dunque nuovi giri di affari. Molto dipenderà dall’evoluzione della pandemia e dallo scenario geopolitico dei prossimi mesi, ma in ogni caso appare opportuno di seguito dare tutte le informazioni essenziali a chi intende tentare la strada del lavoro nel turismo. Lo faremo in questo articolo, che costituisce una guida rapida sulle opportunità, sui requisiti, sulla formazione e sugli stipendi di chi è occupato in questo interessante settore lavorativo.

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Lavorare nel turismo: tante professioni tra cui scegliere

Il mondo del turismo è caratterizzato dalla presenza di una miriade di figure professionali, che servono a ricoprire moltissimi ruoli diversi. Pensiamo a figure come gli agenti di viaggio, i receptionist, i cuochi, le guide turistiche, i camerieri, gli istruttori di sport, gli animatori e così via.

Ogni giovane che intende lavorare nel mondo del turismo può individuare la propria collocazione ideale, in virtù di un ambiente dinamico e che solitamente accoglie anche chi non ha esperienza e intende appunto formarsi sul campo.

Non sorprende infatti che per certi ruoli come ad esempio il cameriere o il barista le offerte di lavoro impongano solitamente la mera buona volontà e la conoscenza almeno di base della lingua inglese, per poter comunicare con i turisti stranieri.

Ma il mondo del turismo è davvero variegato ed assieme alle figure più tradizionali si aggiungono anche quelle nate di recente. Pensiamo ad es. al consulente di viaggi online – oggi figura davvero emergente – e ai programmatori di software e app legate al mondo del turismo. Insomma, nonostante i momenti di crisi, il mondo del turismo è tuttora vitale e in continua ricerca dell’evoluzione e della innovazione.

Tuttavia, appare opportuno ricordare che, come per tutti i settori lavorativi, anche quello del turismo ha i suoi lati positivi e negativi. Dunque per chi vuole accedere a questa articolata realtà è essenziale essere consapevoli in materia e sapere quali sono le qualifiche, competenze e capacità necessarie a lavorare in uno dei settori più importanti dell’economia italiana.

Lavorare nel turismo: quali sono i pro?

Se ci si chiede quali sono i vantaggi derivanti dall’attività in ambito turistico, ve ne sono diversi, oltre alla miriade di professioni che compongono questo mondo. Ecco quelli più significativi:

  • Lavorare nel turismo significa poter svolgere più mansioni contemporaneamente: vi è una componente multi-tasking molto ben definita e non di rado ci si imbatte in addetti alla reception che svolgono anche mansioni di contabilità, oppure receptionist che fanno anche le hostess. Ciò contribuisce ad arricchire la propria esperienza lavorativa e consente dunque costruirsi un bagaglio di competenze maggiormente spendibile nel settore e tale da far aumentare le chance di carriera.
  • Possibilità di viaggiare spesso: chi ama spostarsi e vedere nuove località, apprezzerà molto l’attività di guida turistica o animatore.
  • Assenza del requisito del titolo di studio o dell’esperienza: infatti, non poche professioni come quella del cameriere, del barista o della hostess necessitano di competenze pratiche e abilità di comunicazione e non di un diploma tradizionale, emesso al termine di un percorso di studi. Ecco perché per entrare a lavorare nel turismo ci vuole mediamente minor tempo rispetto a tante altre professioni. Tuttavia, l’esperienza è sempre in grado di fare la differenza: al di là della formazione scolastica, una persona esperta in un certo ambito del turismo, potrà progredire nella propria carriera e ottenere maggiori gratificazioni. Pensiamo ad esempio al caso – non raro – del cameriere che diventa maitre.
  • Possibilità di relazionarsi con persone di differenti nazionalità e di lavorare a contatto con molte persone: per chi ama fare nuove conoscenze, lavorare nel turismo è una opzione degna di considerazione.

Lavorare nel turismo: quali sono i contro?

Vero è che come in ogni settore o professione, oltre agli aspetti positivi, vi è almeno una nota stonata. D’altronde si sa: lavori perfetti non esistono. Ecco di seguito una lista dei contro legati al lavoro nel turismo:

  • Ritmi di lavoro impegnativi: lavorare in questo settore implica di dover fare molte ore, di sera, di notte e anche nel fine settimana, ossia in quei giorni che – per quanto riguarda molti altri lavori – sono solitamente dedicati al riposo.
  • Un lavoro di questo tipo è aperto a tutti ma impone il possesso di un carattere e di una personalità compatibile, al di là dei titoli di studio o dell’esperienza. Se è vero che ogni lavoro implica degli imprevisti, problemi e situazioni di stress, nel turismo ciò è la normalità e dunque chi lavora nell’ambito deve avere spiccati doti di problem solving, oltre che una innata attitudine a relazionarsi agli altri. Per lavorare nel turismo in modo efficace, occorre il possesso di una serie di soft skills o attitudini personali, che in tante situazioni sono in grado di fare la differenza e consentono di superare momenti di difficoltà o di stallo.
  • L’attività è concentrata specialmente nei periodi in cui gli altri sono in vacanza, perciò chi ama fare le ferie di agosto forse non troverà nel turismo il lavoro ideale.
  • Retribuzione non molto consistente, almeno all’inizio. Non rari i casi di chi fa tirocini o più mansioni allo stesso tempo, senza ricevere una paga proporzionata all’impegno profuso. E talvolta per iniziare a guadagnare cifre importanti, occorrono vari anni di esperienza.
  • Alta concorrenza: non bisogna sorprendersi nel considerare che vi sono persone che accettano di lavorare nel turismo, con paghe davvero basse e orari impossibili. Ciò ovviamente va a danno di chi cerca un lavoro pagato dignitosamente, ma purtroppo i casi di sfruttamento nel lavoro turistico sono tutt’altro che rari.
  • Lavorare nel turismo implica di dover stare lontano da casa per un lungo periodo, nel caso in cui si abbia intenzione di far esperienza in un paese straniero. Anche questo rientra tra i ‘contro’ del lavoro nel turismo: non tutti sono disposti a rinunciare ai propri affetti e sicurezze, per lavorare lontano.

Insomma, non vi sono particolari dubbi: anche lavorare nel turismo implica un bilanciamento di pro e contro. Starà al singolo valutare se, in rapporto alla propria situazione individuale e ai propri obiettivi ed inclinazioni, risultano prevalenti i pro oppure i contro. Nel primo caso, l’opportunità di lavorare nel turismo è certamente da considerare; nel secondo caso, invece, forse è preferibile considerare altre strade.

Lavorare nel turismo: titoli di studio, soft skills, esperienza

Sopra abbiamo accennato al fatto che lavorare nel turismo non impone il possesso di un particolare titolo di studio. Sono sufficienti l’impegno, il senso di responsabilità, la voglia di mettersi in gioco, ma è altrettanto vero che sono molto utili una serie di attitudini personali.

Ciò che deve essere ben chiaro è che per fare carriera nel turismo non è necessario né un diploma, né una laurea – anche se aver fatto una scuola superiore in ambito turismo può certamente aiutare. La prassi però ci insegna che chi ha alle spalle un’esperienza di 5 anni ad es. come cameriere o cuoco di solito è preferito a chi ha appena ottenuto un master.

Tuttavia è anche vero che vi sono master nel turismo che riguardano ambiti quali management, hospitality, food e digital. Perciò se una persona ambisce ad esempio ad occupare un ruolo manageriale nel turismo, dovrà auspicabilmente avere una formazione ad hoc.

Se ci si chiede come lavorare nel turismo senza esperienza, una valida risposta è ad esempio quella che suggerisce di svolgere l’attività di guida turistica. Pertanto se si è esperti di una città, e si possiede una laurea in storia, arte o letteratura, si è già a buon punto. Lo ribadiamo: anche colui che non può vantare titoli, può comunque recarsi presso un’agenzia viaggi e chiedere di poter svolgere un tirocinio per imparare la professione.

In ogni caso, avere esperienza nel turismo significa essere relativamente autonomi nello svolgimento del proprio lavoro e, soprattutto, significa avere delle referenze di altri datori di lavoro. Quest’ultimo elemento è molto importante e permette di avere una progressione di carriera nel corso del tempo.

Inoltre, se vi sono elementi che fanno la differenza e aumentano di molto le possibilità di un lavoro stabile nel turismo, questi sono le già citate soft skills. Ecco perché lavorare nel turismo implica comunque il possesso di un buon numero di requisiti e di certo non si tratta di un settore lavorativo adatto a tutti.

Le soft skills maggiormente apprezzate dai datori di lavoro del turismo

In sintesi indichiamo ora quali sono le attitudini caratteriali e gli aspetti comportamentali che consentono di rendere più appetibile il proprio profilo:

  • Elasticità in fatto di orari: occorre avere una naturale predisposizione ad un impegno prolungato a lavoro, garantendo non solo gli straordinari ma anche eventuali improvvise sostituzioni di un collega.
  • Disponibilità, ossia capacità di dialogare, essere cortesi e offrire supporto nei confronti della clientela. Ciò significa anche svolgere compiti non direttamente collegati al proprio ruolo, ad esempio, in un hotel o ristorante.
  • Abilità nel lavoro di gruppo: il profilo adatto a lavorare nel turismo è caratterizzato da un carattere non spigoloso, ma collaborativo ed in grado di combinare le proprie competenze con quelle dei colleghi, onde creare una efficace sinergia. Ciò peraltro potrebbe rivelarsi determinante per un eventuale progressione di carriera.
  • Conoscenza dell’inglese ed eventualmente di altre lingue: abbiamo detto che gli studi non sono davvero fondamentali, ma è pur vero che aver studiato l’inglese si rivela molto utile, se non indispensabile a lavorare nel turismo. Questo vale ad esempio per camerieri e baristi, ma non può dirsi la stessa cosa per chi lavora come lavapiatti o come impiegato e dunque non ha un rapporto diretto con i turisti.
  • Ambizione: colui che si avvicina al mondo del turismo dovrà manifestare l’intenzione di investire tempo e proprie risorse in questo settore. Deve cioè dimostrare di avere quella convinzione a fare un certo percorso, che serve a far presa sul datore di lavoro e dunque a ottenere un contratto stabile nel tempo.
  • Versatilità: l’essere multi-tasking e dunque ad esempio avere nozioni di contabilità e saper fare il cameriere può fare davvero la differenza. Un datore di lavoro sarà più portato ad assumere o confermare chi è duttile, rispetto a chi sa fare poche mansioni.
  • Forza di volontà e entusiasmo nello svolgimento del lavoro in ambito turistico: in ogni mansione che si compie, ed anche in quelle più semplici, i datori di lavoro apprezzano passione e spirito di sacrificio, con il risultato di soddisfare un alto numero di persone.

Chiaro che più soft skills si possiedono, maggiori sono le probabilità di lavorare nel turismo e magari progredire a livello di carriera e dunque anche di retribuzione.

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Lavorare nel turismo: le professioni tradizionali del settore e gli stipendi

Onde fare chiarezza, di seguito indichiamo alcune dei lavori più tipici del settore turistico, con una stima dello stipendio che si può guadagnare:

Guida turistica

Grazie ad una laurea umanistica o alla profonda conoscenza di una città o di un’area archeologica, si tratta di una professione alla portata e con cui si può guidare gruppi di turisti alla scoperta delle bellezze del territorio. Stipendio stimato: 15-18mila euro annui.

Agente di viaggio

Sono tra le figure tradizionali del mondo del turismo e sono coloro che di fatto organizzano un viaggio in Italia o all’estero nei minimi dettagli, dando tutte le informazioni utili ai propri clienti. Ovviamente un agente di viaggio deve essere in grado di utilizzare tutti i software e i gestionali per le prenotazioni. Stipendio stimato: 18-20mila euro annui.

Animatore

Si tratta della professione di chi ama intrattenere i turisti di un villaggio o in una nave da crociera. Per svolgerlo servono indubbie capacità di relazione. Stipendio stimato: 15-18mila euro annui.

Chef

Il responsabile della cucina e del personale ed è un ruolo sicuramente desiderato da chi ha compiuto studi nell’ambito e intende fare carriera nell’ambito della ristorazione. Egli non solo sa cucinare, ma deve altresì avere un’ottima conoscenza dei prodotti e dei metodi di conservazione, deve saper individuare un ingrediente di qualità e possedere anche delle doti amministrative per gestire l’acquisto delle materie prime. Stipendio stimato 20-30mila euro annui (ma molto dipende dall’esperienza dello chef e dal prestigio del ristorante).

Cameriere

Di fatto è l’immagine del ristorante. Egli è colui che si occupa di accogliere i clienti, illustrare il menù e prendere le ordinazioni. Dopo aver preso le ordinazioni, deve comunicarle in cucina e servire i piatti ai tavoli una volta pronti, accompagnati dalle bevande desiderate dai clienti. Stipendio stimato: 16-20mila euro annui.

Barista

Nelle località turistiche è una figura immancabile, che si occupa di accogliere la clientela del bar, preparare e svolgere il servizio di caffè, bevande semplici o composte (cocktail). Inoltre contribuisce alla preparazione di piatti caldi e/o freddi e serve la clientela al banco o al tavolo, procedendo poi alla fase dell’incasso. Stipendio stimato 18-20mila euro annui.

Tour Operator

Un’altra figura cardine nel settore turistico, in quanto si occupa della costruzione dettagliata dell’itinerario del turista, dalla scelta del volo o di un treno a quella dell’hotel, senza dimenticare i servizi supplementari. Stipendio stimato 25-30mila euro annui.

Organizzatore di eventi

Colui che si occupa di dare vita a avvenimenti che coinvolgano il turista e accrescano l’esperienza della vacanza. Stipendio stimato: 20-40mila euro annui (molto dipende dall’esperienza e dalla rete di contatti dell’organizzatore).

Hotel manager

Il direttore dell’albergo ha la responsabilità di gestire tutti gli aspetti che ruotano attorno all’organizzazione e ai servizi forniti dall’hotel alla clientela. Stipendio stimato: a partire dai 40mila euro annui.

Hostess o steward

Si tratta dei ben noti operatori delle compagnie aeree che lavorano a terra o a bordo dei velivoli. Il loro compito è favorire un’esperienza piacevole durante il volo, ma per svolgere questo lavoro ci sono alcuni requisiti fisici da rispettare ed è necessario conoscere almeno un paio di lingue straniere. Stipendio stimato: 20-25mila euro annui.

PR manager

L’esperto che individua e sfrutta al meglio le strategie e gli strumenti di comunicazione per promuovere l’immagine di un’azienda a livello turistico, farla conoscere e creare consenso. Tra i suoi compiti anche quello di organizzare eventi e iniziative di vario tipo. Stipendio stimato: 30-40mila euro annui.

Lavorare nel turismo: le nuove professioni del settore

Anche il settore del turismo segue l’evoluzione dei tempi odierni e perciò non deve sorprendere che in esso siano comparse alcune nuove professioni, che in passato non esistevano. Eccole di seguito, con la stima dello stipendio annuo:

Destination manager

La figura che si occupa di valorizzare e dare spinta al turismo di un certo territorio, mettendone in luce e promuovendone le caratteristiche chiave (culturali, ambientali, enograstronomiche), indicando strategie e coordinando i vari attori coinvolti. Stipendio stimato: 40-45mila euro.

Travel designer

Questa figura si occupa di creare pacchetti personalizzati al fine di soddisfare ogni desiderio del cliente. Infatti il travel designer è un nuovo professionista del settore dei viaggi e turismo che si occupa di progettare e pianificare, come se fosse un disegno, un viaggio, caratterizzato da esperienze e attività che lo rendono davvero speciale e degno di essere effettuato. Stipendio stimato: 15-30mila euro annui, ma il suo compenso può variare in base alle prestazioni erogate e al tempo dedicato al progetto.

Travel blogger

Colui che ama scrivere di viaggi e in un proprio sito web offre promozione alle destinazioni e ad altri operatori del turismo. In altre parole, un travel blogger è solitamente coinvolto in progetti di comunicazione destinati alla promozione turistica di una particolare meta. Stipendio stimato: 15-20mila euro annui

 

Youtuber: si tratta di colui che pubblica video di viaggio, i quali possono essere estremamente richiesti e possono generare compensi molto variabili in base alla popolarità di colui che svolge quest’attività.

Alla luce di quanto appena evidenziato, è dunque vero che oggigiorno, grazie alle potenzialità delle nuove tecnologie, è possibile lavorare nel turismo da casa. Infatti varie professioni emergenti ora consentono di lavorare nel turismo online, da qualsiasi posizione ci si trovi. Basta un pc, un collegamento ad internet e tanta voglia di fare. Pensiamo appunto al travel blogger o al travel designer. Si tratta di fatto di figure che possono fare consulenza a chiunque, in qualsiasi luogo o momento.

Vero è che vi sono anche altre figure che consentono di lavorare online nel turismo e sono i social media manager o gli esperti di Ads. Grazie alle loro competenze informatiche, questi ultimi sono fondamentali per il prestigio e la popolarità di una determinata realtà del mondo del turismo.

Da rimarcare inoltre che per lavorare nel turismo online, i seguenti step sono fondamentali: avere un laptop; servirsi di una piattaforma di promozione; appoggio ad un’agenzia o creazione di un proprio sito web da ottimizzare su Google.

Lavorare nel marketing: ecco le professioni pià ricercate dal mercato

Turismo: meglio scegliere un settore in crescita

Come si può agevolmente notare da quanto indicato finora, lavorare nel turismo implica la possibilità di scegliere tra una miriade di professioni e contesti diversi. Oggi grazie al web si può lavorare nell’ambito anche da casa, sebbene ciò possa apparire in qualche modo paradossale.

Vi sono però alcune aree del turismo che appaiono oggi in qualche modo più interessanti, sul piano delle opportunità che possono offrire nel corso del tempo. Vediamole in sintesi:

Turismo culturale

Si tratta di quella tipologia di turismo collegata alla cultura di una certa regione o paese. L’interesse del turista è rivolto ad entrare in contatto con fattori che caratterizzano una specifica area geografica o popolazione come la storia, l’arte, l’architettura, la cucina del luogo e così via. Nel contesto sono molto ricercate figure come le guide turistiche, ad esempio.

Turismo enogastronomico

Anch’esso in espansione negli ultimi anni, consiste non solo nella visita in sé di una località e delle sue bellezze, ma anche e soprattutto nella possibilità di svolgere dei veri e propri viaggi del gusto, assaggiando le migliori specialità locali. Ecco perché chef, sommelier ed experience manager sono sempre più richiesti per offrire questo tipo di vacanza ai turisti. Infatti vero è che oggi i viaggiatori non cercano nella vacanza soltanto una distrazione, ma soprattutto un’esperienza da ricordare. In particolare la figura del sommelier lavora nei ristoranti o nelle enoteche e si occupa della gestione della cantina e del rapporto con i clienti. Per svolgere questo lavoro occorre completare un corso di formazione ad hoc e conoscere almeno l’inglese. Si può arrivare a guadagnare anche 25mila euro annui.

Turismo di lusso

Chiaramente un settore intramontabile è quello degli hotel e delle esperienze di lusso, rivolte a chi ha disponibilità economiche elevate. Da notare che un viaggio di lusso è caratterizzato dall’unicità ed esclusività dell’esperienza e dalla personalizzazione dei servizi. In particolare, in questo ambito potrà trovare spazio e fare carriera uno chef con esperienza o una figura con competenze manageriali. Pensiamo ad es. al cosiddetto experience hotel manager, il quale si occupa di curare in tutti i dettagli l’accoglienza, il soggiorno e i servizi della struttura in cui lavora.

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Turismo sostenibile

Di fatto è l’opposto del classico turismo di massa che implica i flussi di milioni di persone nelle tipiche mete turistiche, creando un vero e proprio sovraffollamento pericoloso per l’ambiente, gli abitanti, i monumenti e i servizi pubblici del luogo stesso. Da parte sua il turismo sostenibile ha invece come finalità quella di promuovere la conoscenza e la valorizzazione delle culture e delle tradizioni dei posti visitati, ma sempre nel pieno rispetto dell’ambiente e dei sistemi di vita dei paesi, dei territori e delle popolazioni locali, senza sfruttare in modo indiscriminato le risorse. Sulla scorta dei principi del turismo sostenibile è possibile dunque conservare un equilibrio tra la bellezza della condivisione delle ricchezze locali e il dovere di preservarle per le generazioni future e per la salvaguardia del pianeta stesso. Ecco perché, in quest’ambito di turismo, possono trovare facilmente lavoro le guide turistiche e i travel designer.