Lavorare nella biologia: un percorso difficile e ricco di soddisfazioni, ma meglio andare all’esterno

Lavorare nel mondo della biologia significa acquisire conoscenze e competenze in ambito scientifico, aggiornandosi periodicamente. Ma gli stipendi e le soddisfazioni professionali ripagano degli sforzi compiuti.

Lavorare nella biologia 

Il percorso di studi in biologia non passa mai di moda, sia per gli indubbi elementi di interesse e per la curiosità che suscita nei giovani, sia le per le oggettive opportunità di inserimento lavorativo, che assicura una volta completata la formazione.

In scuole superiori, come ad es. il liceo scientifico, la biologia viene insegnata nei suoi principi fondamentali, ma soltanto attraverso un articolato iter universitario, l’interessato potrà conseguire quella preparazione e sviluppare quelle conoscenze tecniche, idonee a lavorare poi nell’ambito e con un contratto di lavoro stabile.

Ecco perché appare opportuno, nel corso di questo articolo, focalizzarci su come lavorare nel mondo della biologia e su cosa è opportuno sapere a riguardo.

Come è strutturato il percorso di studi nel settore? Quali sono gli sbocchi lavorativi? Qual è lo stipendio che si può guadagnare svolgendo un’attività nel mondo della biologia? Scopriamolo di seguito, in questa sintetica guida pratica.

Che cos’è la biologia

Trattare degli argomenti appena citati, significa altresì avere chiaro che cosa si deve intendere con il termine ‘biologia’. Ebbene, quest’ultima altro non è che la scienza dei viventi, ossia quel ramo del sapere che si occupa degli esseri viventi, delle loro parti, della loro storia, delle modalità con le quali essi interagiscono con la realtà circostante.

In altre parole, la biologia consiste nella scienza che studia tutti gli organismi viventi, offrendo una descrizione approfondita delle loro forme, che sono altresì classificate e catalogate.

La biologia studia la biochimica, la composizione molecolare, lo sviluppo, l’anatomia e fisiologia e la genetica di ogni organismo. Ma non solo.

Un noto biologo, Erwin Chargaff riferendosi a questo contesto ha parlato espressamente del “vasto oceano della biologia“. E non gli si può di certo dar torto: il campo della biologia è estesissimo, in quanto tratta delle piante, degli animali e dei microrganismi.

Da notare che, grazie al contributo della biologia e dei ricercatori che lavorano in questo settore, fino a oggi sono state descritte più di 2 milioni di specie che, anche se imparentate, sono caratterizzate da una incredibile vastità di strutture e di comportamenti.

Se è vero che la biologia è da ritenersi la scienza che studia la vita in tutte le sue forme, è altrettanto vero che il campo di ricerca non avrà mai fine. Ecco perché studiare e lavorare in questo ambito è sicuramente una opzione da tenere in considerazione.

Lavorare nel mondo della biologia: alcuni cenni storici

In particolare, le prime apparizioni del termine ‘biologia’ risalgono al 1736, anno in cui Carl von Linné, anche detto Linneo, usò il termine “biologi” nella sua opera Bibliotheca botanica.

La biologia segue, fin dalle sue origini, criteri e principi ben chiari, tipici di ogni disciplina scientifica, e fondati sul metodo sperimentale. Siccome scienza sperimentale, chi lavora nel campo della biologia si occupa di riprodurre i fenomeni osservati, per poter capire quali sono i meccanismi di base e per verificarne il carattere di universalità.

Si può parlare di biologia nel senso moderno del concetto, e dunque come scienza autonoma rispetto alla medicina, soltanto a partire dalla fine del ‘600, epoca in cui furono messi a punto lenti e microscopi capaci di osservare l’estremamente piccolo.

Nel XIX secolo furono formulate innovative teorie, che servirono a far evolvere la biologia come scienza. Pensiamo a temi come la costituzione cellulare degli organismi, la teoria evolutiva e le leggi della genetica. Nel corso del secolo scorso, invece, gli interessi dei biologi iniziarono a rivolgersi soprattutto allo studio dei componenti chimici della materia vivente e, oggi, il campo di osservazione è allargato ancor più grazie all’uso delle moderne tecnologie e, in particolare, dei microscopi elettronici.

Lo ribadiamo: lavorare nel mondo della biologia è una opportunità da prendere in considerazione, in quanto si tratta di una scienza in notevole espansione, che include settori ed aree sempre più specifiche, come ad es. la biologia molecolare.

Inoltre, tutti coloro che lavorano nel campo, debbono ricordare che si tratta di una materia strettamente connessa ad altre quali l’agraria o la medicina. Pertanto, specializzarsi in biologia significa dover apprendere anche concetti tipici di aree del sapere limitrofi.

Lavorare nel mondo della biologia: la rilevanza del test d’ingresso

Come accennato, per lavorare nel mondo della biologia non basta lo studio della materia alle superiori: è necessaria una vera e propria formazione accademica. Insomma, se la finalità è quella di svolgere una professione in questi ambiti, quello per la laurea in biologia è il percorso da intraprendere in modo obbligatorio.

Attenzione però: non di rado si tratta di un corso di laurea a numero chiuso. Nella prassi, abbiamo che può trattarsi di una selezione organizzata direttamente dall’ateneo in modo ‘interno’, o in alternativa l’università può adottare il cosiddetto TOLC-B curato da consorzio CISIA.

In ogni caso, si tratta di un test di ingresso da superare che si caratterizza per la difficoltà. Occorre una buona dose di impegno per ottenere un esito positivo.

Le prove vertono tipicamente sulle materie che poi saranno oggetto degli esami, ossia chimica e biologia su tutte, ma non solo.

Al fine di potersi preparare alla prova senza disperdere le energie, appare opportuno seguire queste indicazioni:

  • studiare su libri specifici per il test di biologia, vale a dire volumi che daranno la preparazione necessaria per rispondere alle domande del test;
  • seguire un corso via web per il test TOLC di biologia.

Che cos’è il test online TOLC-B biologia?

Abbiamo appena accennato al cd. test di ingresso TOLC-B di biologia, e chiarire di che cosa si tratta non è difficile. Di fatto consiste in un test online individuale che regola l’accesso degli studenti ai corsi di laurea in biologia.

E’ gestito dal CISIA (Consorsio Interuniversitario Sistemi Integrati per l’Accesso) e può essere svolto in varie date in una delle qualsiasi sedi aderenti. Da rimarcare che il TOLC-B biologia è utilizzato dagli atenei per selezionare gli studenti che intendono effettuare l’iscrizione ai corsi di laurea in biologia. Di fatto dà una valutazione del livello iniziale di preparazione di ciascun giovane.

In particolare, il test è formato da quesiti di differenti materie, che è possibile svolgere in un certo lasso di tempo.

Anzi non deve affatto stupire che, in considerazione dell’utilità del test in oggetto, sempre più facoltà scelgano di servirsi dei TOLC per regolare l’accesso ai corsi di laurea sia a numero chiuso che a numero aperto.

Quali materie occorre studiare per prepararsi al test online TOLC-B?

Chiunque sia interessato ad iscriversi al corso di laurea in biologia, vorrà certamente sapere quali sono le materie da conoscere per affrontare questo test nel modo giusto. Ebbene, il TOLC-B, come gli altri TOLC, include una prima parte dedicata a materie specifiche del corso di studi e una parte rivolta invece alla comprensione della lingua inglese.

In particolare, le materie da ripassare per poter sostenere al meglio un test di ingresso TOLC-B biologia, sono:

  • Matematica di base;
  • Biologia;
  • Fisica;

La prova comporta, per detta sezione, un totale di 50 quesiti da completare entro 110 minuti, nello specifico:

  • Matematica di base: 20 quesiti da svolgere in 50 minuti;
  • Biologia: 10 quesiti da svolgere entro 20 minuti;
  • Fisica: 10 quesiti da risolvere in 20 minuti;
  • Chimica:10 quesiti da compiere entro 20 minuti.

Per quanto attiene invece alla parte relativa alla lingua inglese, sono previsti 30 quesiti da svolgere entro 15 minuti.

Come si può agevolmente notare, non si tratta di una prova da prendere sottogamba: infatti, considerando anche la lingua inglese, ogni interessato dovrà sostenere 80 quesiti nell’arco di 125 minuti. Ovviamente, saranno attribuiti dei punteggi e sarà formata una graduatoria in cui troveranno spazio tutti i partecipanti al test in oggetto.

Biologia: l’articolazione corso di studi universitario

Il corso di studi in biologia non è di certo una passeggiata. Se il sogno è quello di lavorare stabilmente nell’ambito, per prima cosa c’è da completare la triennale in Scienze biologiche (L-12).

Una volta ottenuto il diploma di laurea triennale, vi sarà già la possibilità di sostenere l’esame di Stato. Passato l’esame, il candidato sarà iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi con il profilo di Biologo junior.

Ovviamente chi vorrà, potrà continuare gli studi. In particolare, coloro che intendono ottenere una laurea magistrale, potranno invece proseguire gli studi dopo i primi 3 anni e specializzarsi discipline quali botanica, zoologia, antropologia, microbiologia, genetica. A seguito di ciò, si potrà svolgere un nuovo esame di Stato dopo i due anni, che – se passato – darà accesso alla qualifica di Biologo senior.

E’ chiaro che, onde avere più opportunità lavorative, è preferibile proseguire con il corso di laurea magistrale / specializzazione. Infatti, il corso di laurea triennale dà conoscenze di base nei vari settori della biologia. In particolare, lo studente acquisisce conoscenze metodologiche e tecnologiche nell’ambito dell’indagine biologica e competenze e abilità operative e applicative.

Ma è chiaro che per ottenere un lavoro stabile, sono necessarie ulteriori conoscenze specialistiche, ancora più approfondite.

Gli esami da sostenere nel corso triennale di scienze biologiche

In molti si chiederanno quali sono le discipline trattate nelle lezioni del corso di laurea triennale in oggetto. Ebbene, occorre rimarcare che alle lezioni teoriche nel corso del triennio di scienze biologiche, si alternano attività pratiche di laboratorio.

Per chi è iscritto, inoltre, vi è il progetto Erasmus, che consente di svolgere dei periodi di studio all’estero, arricchendo le proprie esperienze e conoscenze.

In particolare, vi è da ricordare che gli esami da sostenere cambiano da università a università e in certi casi gli studenti possono compilare in libertà il piano di studi, scegliendo tra un elenco di materie possibili.

In ogni caso, tra le materie da studiare non possiamo non menzionare ad esempio biochimica, botanica generale, genetica, anatomia comparata. Ma nel corso di laurea triennale in biologia, vi è spazio anche per matematica, statistica e fisica.

Molto ampia anche la trattazione delle discipline chimiche: infatti, nel corso di laure figurano chimica analitica, chimica organica, chimica inorganica, chimica fisica.

Come si può notare, pur circoscritto in un triennio, si tratta di un corso di studi ricchissimo di cose da imparare, perciò prima di tentare questo percorso, è opportuno essere consapevoli delle proprie reali motivazioni.

Ovviamente, laddove il laureato triennale intenda arricchire ulteriormente la preparazione, frequentando ad es. il corso di specializzazione in genetica, sosterrà esami perfettamente in linea con la specializzazione in oggetto.

Lavorare nel mondo della biologia: tutti gli sbocchi lavorativi

Il biologo junior, ossia la figura che non ha ottenuto la specializzazione, potrà lavorare come tecnico di laboratorio nei settori agro-alimentare, di ricerca, industria farmacologica, controllo di qualità e nei laboratori di analisi cliniche.

Come detto, possibilità molto maggiori per chi ha conseguito laurea magistrale. Questi infatti svolgerà mansioni differenti in base al corso specifico che ha frequentato. Ad esempio potrà lavorare come biochimico o biofisico.

In ambito sanitario, un laureato nell’ambito potrà trovare impiego presso ospedali o case di cura, ASL, laboratori di analisi, centri di ricerca pubblici e centri di ricerca privati.

Ma vi saranno anche possibilità nel campo dell’insegnamento e della ricerca, a scuola e nelle università.

Chance anche nel settore ambientale, presso le agenzie per l’ambiente e come guida turistica ambientale. Anche le industrie sono non di rado alla ricerca di persone formate nel campo della biologia, e ci riferiamo in particolare all’industria chimica, alimentare, cosmetica e a quella farmaceutica.

Ancora, spazio ai biologi laureati anche nell’ambito delle riserve naturali e presso i giardini zoologici, a riprova del fatto che oltre ad essere un corso di laurea che presenta elementi di indubbio interesse per chi ama le materie scientifiche, è anche un percorso che garantisce una pluralità di possibili sbocchi lavorativi.

Come accennato poco sopra, anche biologia come le altre lauree, prevede vari percorsi di specializzazione in genetica, zoologia, botanica, etologia, microbiologia, e questo soltanto per citarne alcuni. Si tratta di aspetti che non bisogna dimenticare.

Sulla scorta della specializzazione scelta si aprirà un diverso ventaglio di possibilità lavorative. Per fare un esempio pratico, un biologo specializzato in genetica potrà lavorare presso centri di ricerca, anche all’estero, oppure un biologo specializzato in botanica potrà lavorare nella ricerca industriale, e dunque presso le industrie farmaceutiche. Va da sé che lo stipendio non sarà di certo inferiore alle proprie aspettative, considerando il tasso di specializzazione e la complessità delle materie trattate quotidianamente sul luogo di lavoro.

Di seguito intendiamo focalizzarci su alcuni ambiti professionali, che possono garantire un solido futuro lavorativo a colui che intende lavorare nella biologia.

Lavorare nel mondo della biologia: gli sbocchi professionali

Lo abbiamo visto finora. Come le altre lauree, anche quella in biologia prevede diversi percorsi di perfezionamento delle conoscenze. E abbiamo anche rilevato che conviene specializzarsi, per avere più possibilità di un proficuo inserimento professionale dopo la laurea.

Tante le possibilità di sbocco lavorativo, in modo da favorire la ricerca da parte del neo-laureato, dell’offerta più compatibile con le proprie attitudini, interessi e obiettivi.

Lavorare nella ricerca è adatto a chi vuole essere occupato nell’ambito e poter contribuire all’evoluzione della scienza, ma si tratta – almeno in Italia – di un settore almeno in parte, instabile e non ricchissimo di tutele per chi è impegnato nell’area. Ecco perché diventa opportuno considerare anche offerte di lavoro all’estero, presso luoghi di ricerca stranieri.

Si può lavorare nella ricerca presso le università, ma anche in enti di ricerca pubblici e privati. Il percorso da intraprendere implica il dottorato, il conseguimento di borse di ricerca e la partecipazione a concorsi.

E’ possibile altresì lavorare in un laboratorio di analisi, andando a integrare le proprie competenze con quelle di un laureato in biotecnologia. Di riferimento sono dunque i laboratori biomedici, ma anche quelli che compiono analisi in campo chimico o ambientale.

Per i più ambiziosi, la strada dell’occupazione in una industria farmaceutica è certamente interessante. In questo settore, i laureati possono trovare spazio sia nel reparto Ricerca e Sviluppo che nel reparto Gestione Qualità. I biologi possono infatti trovare lavoro come Quality Assurance Specialist, ossia una figura centrale nell’ambito delle industrie farmaceutiche, che si occupa di gestire processi e normative. Ciò farà sì che ogni singolo prodotto farmaceutico sia di elevata qualità e rispecchi gli standard richiesti.

Tuttavia è chiaro. Perr questo specifico ambito occorrerà competere con i laureati in farmacia o chimica e tecnologia farmaceutica. Perciò va da sé che, con tutta probabilità, si tratta dell’inserimento lavorativo più complesso tra quelli possibili per i laureati in biologia.

Ed è altrettanto chiaro che l’aggiornamento professionale è fondamentale per essere competitivi e preparati, in una scienza che in cui gli elementi di novità sono sempre all’ordine del giorno.

Ma non dobbiamo dimenticarlo. Essere laureati in biologia significa altresì poter lavorare presso parchi naturali, musei e, ovviamente, scuole in cui insegnare agli studenti le basi essenziali della biologia.

Lavorare nel mondo della biologia: quanto guadagna un laureato?

A questo punto possiamo soffermarci sugli aspetti più tipicamente ‘economici’ dell’attività in oggetto. Quali sono gli stipendi di coloro che sono professionalmente impegnati nel campo della biologia?

Lo stipendio medio

Possiamo stimare che lo stipendio medio di un biologo sia pari a circa 1.850 euro netti al mese. Ossia qualcosa come 35.500 euro lordi all’anno. Si tratta dunque di una retribuzione superiore a quella media mensile nel nostro paese. D’altronde essa tiene conto dell’elevato grado di specializzazione della professione.

Entry-level

Da notare altresì che la retribuzione di un biologo può partire da uno stipendio minimo di 900 euro netti al mese. Invece lo stipendio massimo può oltrepassare i 3.500 euro netti al mese (profili con elevata esperienza). Per quanto riguarda gli stage, il rimborso spese è solitamente pari ad almeno 500 euro.

Tra le retribuzioni più ridotte troviamo ovviamente quelle di figure junior con poca esperienza come il biologo neolaureato. Mentre profili senior o più specializzati come quelli del biologo marino, del dirigente biologo ospedaliero o del biologo project manager possono godere di retribuzioni più alte e largamente superiori ai 2.000 euro netti al mese.

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Lo stipendio di un biologo senza esperienza

Possiamo rilevare che un biologo senza esperienza, o con meno di 3 anni di esperienza lavorativa, può ambire ad uno stipendio medio complessivo di circa 1.300 – 1.400 euro netti al mese. Un biologo a metà carriera, con 4-9 anni di esperienza, può avere uno stipendio medio di circa 1.800-1.900 euro al mese. Un biologo senior più di 15 anni di esperienza, incasserà in media 2.200 euro al mese.

Ma come accennato, un biologo a fine carriera con più di vent’anni di esperienza è non di rado in grado di guadagnare anche più di 3.000 euro al mese. Certamente, i biologi che guadagnano di più sono coloro che sono attivi presso le industrie farmaceutiche. O che hanno ruoli di responsabilità. Ma è risaputo altresì che si tratta di professioni che all’estero sono pagate di più. Ecco perché ogni anno non pochi laureati, con magari una buona esperienza lavorativa, decidono di prendere l’aereo ed andare a lavorare in un paese straniero.