Bollo auto, pioggia di sanzioni in arrivo! Come evitare il fulmine in arrivo

Bollo auto non pagato? La pioggia di sanzioni sta per investire anche te. Eppure c’è un modo per evitare pesanti ripercussioni; scopriamo qual è.

In arrivo a febbraio numerose multe per gli automobilisti che non hanno corrisposto la tassa automobilistica tanto odiata dagli italiani.

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Nessuno sconto per i debitori, le somme non versate verranno richieste indietro maggiorate di interessi e mora. Il bollo auto ha, infatti, una scadenza annuale e non rispettando le tempistiche si verrà sanzionati con importi differenti in base ai giorni trascorsi dalla data ultima di versamento. In generale, la tassa deve essere corrisposta entro l’ultimo giorno del mese successivo alla data di scadenza. Per esempio, il bollo scaduto lo scorso 31 gennaio 2022 dovrà essere pagato entro il 28 febbraio del corrente anno. Pena l’arrivo di pesanti sanzioni. Esiste un modo, però, per rendere tale pena più lieve e si chiama ravvedimento operoso.

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Bollo auto e sanzioni, come alleggerire il colpo

Gli automobilisti che confidavano in una proroga del pagamento del bollo auto come è avvenuto nei mesi della pandemia possono, ora, abbandonare ogni speranza. La situazione è tornata alla normalità e la scadenza della tassa deve essere rispettata. In caso di ritardo eccessivo – sopra i tre anni – si rischiano sanzioni dall’importo oneroso dato e provvedimenti che priveranno l’automobilista della possibilità di guidare il proprio veicolo.

Per evitare che le peggiori conseguenze si verifichino, il cittadino può regolarizzare la sua posizione tramite ravvedimento operoso. Parliamo di una procedura che nasce proprio per consentire ai debitore di mettersi in regola con i pagamenti scaduti e non corrisposti. Il Ravvedimento permetterà di pagare sanzioni di importi differenti in base alla tempistica con cui si regolarizza l’inadempienza. Tutto dipenderà, dunque, dal numero di giorni trascorsi e dagli interessi previsti.

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Ravvedimento operoso, gli interessi da applicare

Pagando entro quattordici giorni dalla scadenza, la percentuale di mora applicata sarà dell’1% per ogni giorno di ritardo. Tale percentuale aumenta fino all’1,5% per un ritardo compreso tra 15 e 30 giorni di ritardo. Superando tale lasso temporale ma rientrando nei 90 giorni, gli interessi saranno dell’1,65% mentre superando i 90 giorni si arriverà a toccare quota 3,75%.

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Superando i dodici mesi, poi, l’automobilista perderà il diritto al ravvedimento operoso e verrà sanzionato con una percentuale del 30% dell’importo a cui occorre aggiungere 0,5% di interessi per ogni mese di ritardo.

Per richiedere il Ravvedimento Operoso sarà necessario compilare il modello F24, F24 Elide o F23 e consegnarlo all’Agenzia delle Entrate.

Bollo auto, quando cade in prescrizione?

La prescrizione del bollo auto cade dopo tre anni dalla data di scadenza. Attenzione, però, sperare di ottenerla ritardando il pagamento è rischioso. La prescrizione, infatti, decade solamente se nel corso dei tre anni non sono state inviate comunicazioni di sollecito di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. In caso contrario, ogni comunicazione farebbe ricominciare da zero il conteggio dei tre anni.