Alcune app pagano e non solo in termini di prestazioni. Alcune, infatti, ricompensano letteralmente chi le utilizza. Ecco come.
Lavorare sul web. Qualcosa che, oggi come oggi, facciamo un po’ tutti. Ma tra lavorare utilizzando internet e vivere guadagnando con internet ce ne passa. Una differenza sostanziale.

Distinguere internet fra strumento e opportunità è necessario per capire fin dove ci si possa spingere. O meglio, quanto si possa effettivamente credere nel web come futura fonte di guadagno personale. Per la serie, tanti ci provano a diventare influencer ma non tutti ci riescono. Anche perché, al netto di alcune esperienze effettivamente riuscite, non è assolutamente detto che, in futuro, tale “carriera” pagherà ancora. Il mondo si evolve e, probabilmente, raggiunto un certo grado di saturazione si procederà a ricercare qualcosa di nuovo. Al momento, però, qualche occasione effettivamente c’è. E non solo sui social.
Sono diverse, infatti, le app che permettono di guadagnare qualcosa se utilizzate. Sì, esatto. Applicazioni che pagano qualora un utente si presti per usarle. Naturalmente non si ragiona in euro o dollaro o qualsiasi altra moneta tradizionale, ma in coin. Criptovalute, monete elettroniche. Comunque potenziali soldi incassati. Ce ne sono diverse di app simili e, in Italia, l’ultima arrivata è WeWard, che consente di contare i passi mentre si cammina e offre, in cambio del suo utilizzo, un corrispettivo in Ward. Si tratta di una moneta utilizzabile in specifici negozi, i quali hanno a loro volta aderito al progetto della startup in questione.
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App che pagano se utilizzate: ecco l’elenco
Una trovata decisamente originale ma che, a ben vedere, potrebbe avere un senso. Il guadagno non è chiaramente tale da permettere di vivere di questo, ci mancherebbe. L’idea è più che altro quella di finanziare dei progetti attraverso l’utilizzo della moneta elettronica, fornendo un piccolo corrispettivo a mò di investimento a breve termine. WeWard, ad esempio, ha ottenuto un buon successo in Francia e non è di certo l’unica app che ragiona in questo modo. Alcune particolari applicazioni, come Movecoin e Sweatcoin, fanno lo stesso già da tempo. E anche altre, come Swagbuks, puntano su questa strategia.
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Nello specifico, questa app si costituisce di un portale di ricerca oppure di sondaggio che, se utilizzato dagli utenti, “ricompensa” con delle monete elettroniche. Qualcosa di simile a quel che accade con MyPoints, anche se in Italia non è ancora molto usata, e Ipsos iSay, interamente in italiano e con delle proposte anche interessanti in termini di moneta digitale. Come visto, si tratta perlopiù di progetti volti alla diffusione di opinioni personali, veicolate maggiormente tramite sondaggio.
Sulla stessa lunghezza d’onda c’è Google Opinion Rewards, mentre chi cerca il gioco meglio BeMyEye, ovvero un’app che invita l’utente a compiere azioni quotidiane, come fare la spesa o controllare i prezzi di un particolare prodotto. In questo caso il guadagno è più “consistente”, con un bonifico direttamente su PayPal. L’unica cosa a cui fare attenzione è a chi ci si affida: prima di aderire a simili progetti, meglio farsi un giro per la rete e controllare le recensioni. In questi casi le truffe sono sempre dietro l’angolo.