Stipendi fino a 2 mila euro, il grande boom del 2022: gli incrementi attesi

I lavoratori con stipendi tra 1.300 e 2 mila euro avranno gradite sorprese in busta paga. Scopriamo quali sono gli incrementi previsti nel 2022.

Con la riforma fiscale cambiano gli stipendi mensili per alcuni lavoratori. La riduzione degli scaglioni IRPEF e lo sconto dello 0,8% sui contributi fiscali sono alla base degli incrementi.

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Il 2022 è un anno che porterà diverse novità su più fronti. Alla fine di questa settimana conosceremo il nome del nuovo Presidente della Repubblica, dal mese di marzo valuteremo l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, i dati del caro vita dell’Instat stanno portando ad un aumento delle pensioni e saremo continuamente sottoposti a rincari di ogni genere. L’anno in corso, dunque, sarà caratterizzato da un alternarsi di avvenimenti soddisfacenti e deludenti. Tra i primi, però, possiamo inserire l’incremento in busta paga per alcuni lavoratori.

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Stipendi fino a 2 mila euro, a quanto ammonta l’aumento

Nel 2022, i lavoratori che percepiscono una retribuzione mensile netta compresa tra i 1.300 e i 2 mila euro noteranno un aumento medio variabile tra i 200 e i 400 euro. L’incremento è legato alla variazione delle aliquote IRPEF che va ad incidere sullo stipendio annuo del contribuente.

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Per capire cosa ci attenderà, ipotizziamo una retribuzione mensile di 2 mila euro per un totale di 24 mila euro all’anno. L’IRPEF che fino allo scorso anno corrispondeva al 27% e dunque a 6.480 euro, nell’anno in corso si attesta al 25%. Ciò significa che il lavoratore pagherà di IRPEF 6 mila euro con un risparmio di circa 500 euro che si ritroverà in busta paga nel corso dell’anno.

Vecchi e nuovi scaglioni IRPEF, chi vive il cambiamento

I lavoratori con stipendio annuale compreso tra 15 mila e 28 mila euro saranno avvantaggiati dalla riduzione degli scaglioni IRPEF. Lo stesso discorso vale per chi percepisce un reddito compreso tra 28 e 50 mila euro mentre non cambierà nulla nell’anno in corso rispetto al 2021 per i contribuenti con retribuzione inferiore a 15 mila euro all’anno.

Per comprendere i cambiamenti occorre confrontare le vecchie aliquote con quelle nuove. Per i lavoratori con redditi inferiori a 15 mila euro rimane del 23%. Passa dal 27 al 25% l’aliquota dei lavoratori con redditi compresi tra 15 mila e 28 mila euro. Scende dal 38% al 35% l’aliquota per i contribuenti con redditi compresi tra 28 mila e 50 mila euro. Infine, chi percepisce redditi annui superiori a 50 mila euro noterà l’applicazione dell’aliquota al 43%. Prima della riforma c’era, invece, una distinzione tra redditi compresi tra 55 mila e 75 mila euro con aliquota al 41% e al di sopra dei 75 mila euro con aliquota al 43%.