Agenzia delle Entrate, il conto corrente non si tocca: quando il Fisco deve fermarsi

L’Agenzia delle Entrate non può pignorare i soldi presenti nel conto corrente dei pensionati INPS. Scendiamo nei dettagli per conoscere i limiti della pignorabilità.

Il Fisco ha il diritto di pignorare i beni di un contribuente inadempiente per poter recuperare le somme dovute. Esistono, però, dei limiti che neanche l’Agenzia delle Entrate può superare.

Fisco soldi conto corrente
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I pensionati possono subire il pignoramento dei beni al pari dei lavoratori. Il creditore può seguire due differenti strade per recuperare il denaro spettante. Può decidere di richiedere la riscossione direttamente all’INPS prima dell’accredito della pensione oppure può optare per la riscossione tramite il conto corrente del pensionato. Scegliendo la seconda strada, però, occorrerà tenere conto di alcuni limiti previsti dalla Legge volti a tutelare il contribuente seppur inadempiente.

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Fisco e pignorabilità, cosa occorre sapere

Il pignoramento è un atto di espropriazione forzata che un credito compie verso un debitore. Esistono delle regole e delle limitazioni a cui attenersi soprattutto nel momento in cui i debito fanno riferimento ad una dimensione fiscale. Alcuni beni, per esempio, non potranno mai essere pignorati dal Fisco. Parliamo dei generi alimentari, delle foto di famiglia, dei diari personali, di tavoli e sedie volti alla consumazione quotidiana dei pasti, dei letti o del frigorifero.

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Il Fisco, dunque, ha la libertà di muoversi entro alcuni paletti fissati per impedire che le ripercussioni incidano drasticamente sul contribuente. La tutela del cittadino rimane un obiettivo fondamentale, anche quando si parla di pensionati e di conto corrente.

L’Agenzia delle Entrate e i soldi da non pignorare

Può succedere che un pensionato abbia dei debiti con l’Agenzia delle Entrate. Il recupero del denaro dovrà sottostare a specifiche regole a tutela del titolare di una pensione INPS. Si tratta di alcuni limiti che frenano l’azione del Fisco in specifici casi. Se il pensionato percepisce una pensione dall’importo inferiore ai 2.500 euro, il pignoramento applicabile dovrà corrispondere ad un decimo. Un esempio, dunque, riporta una pignorabilità di 200 euro su una pensione dei 2.000 euro.

Se la pensione, invece, ha un importo compreso tra 2.501 e 5 mila euro, la pignorabilità corrisponderà ad un settimo. L’esempio riporta 430 euro su una pensione di 3 mila euro. Infine, se la pensione ha un importo superiore a 5.001 euro, il Fisco ha la possibilità di pignorare fino ad un quinto della somma.