I chiacchierati aumenti delle pensioni non riguarderanno tutti i cittadini. In alcuni casi si subirà una grossa perdita sull’assegno, fino alla metà dell’importo.

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Con l’arrivo del 2022 si attendono due cambiamenti annunciati da tempo. I lavoratori desiderano vedere l’ammontare dell’aumento in busta paga dovuto alla riduzione degli scaglioni IRPEF e al taglio delle tasse; i pensionati vogliono scoprire l’importo aggiuntivo sull’assegno pensionistico promesso per l’adeguamento delle pensioni al tasso d’inflazione. Il Ministero delle Finanze con una comunicazione in Gazzetta Ufficiale ha confermato queste novità. Attenzione, però, perché gli aumenti delle pensioni non riguarderanno tutti i cittadini. Una parte dei pensionati – seppur una minoranza – riceverà delle brutte sorprese.

Quando gli aumenti delle pensioni non sono previsti

Pensioni di vecchiaia, pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento, queste sono le misure che porteranno ad un aumento dell’assegno pensionistico nel 2022. Un anno molto atteso, dunque, per poter adeguare l’importo percepito al nuovo tasso di inflazione, costantemente in crescita. Eppure alcuni pensionati non verranno coinvolti dalla lieta novità. Subiranno, anzi, delle perdite anche piuttosto elevate.

I percettori dell’assegno sociale potrebbero constatare una riduzione dell’importo spettante. Parliamo di coloro che non hanno accumulato un numero di contributi tale da poter garantire la pensione di vecchiaia. Requisiti di accesso a questa prestazione sono l’età minima di 67 anni e la residenza in Italia. In più, l’assegno sociale è destinato nella sua totalità ai soggetti senza reddito. Con il crescere del reddito l’importo dell’assegno diminuirà fino ad azzerarsi superando i 5.983,64 euro per le persone non coniugate e gli 11.967,28 euro per i soggetti coniugati. E’ compito dell’INPS calcolare l’importo erogato e verificare i requisiti di accesso alla prestazione. Non tutti sanno, però, che l’assegno viene ridotto in alcuni casi specifici.

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Riduzione dell’assegno sociale

Oltre alla riduzione prevista in base al reddito annuale percepito, l’assegno sociale viene ridotto fino al 50% nel caso in cui il percettore viene ricoverato in ospedale oppure nelle case di cura. La Legge, infatti, prevede che lo sfruttamento delle cure a carico dello Stato comporti una diminuzione dell’importo erogato sotto forma di assegno sociale.

La percentuale della riduzione varia tra un quarto dell’importo e la metà della somma spettante. Si avrà la diminuzione minima qualora il costo delle spese mediche risultasse pari a meno della metà dell’assegno mentre si noterà la diminuzione del 50% nel caso in cui le spese mediche dovessero superare la metà dell’assegno.