Le novità sull’Irpef introdotte nel 2022 avranno ripercussioni positive sul reddito degli italiani. Sono previsti aumenti fino a mille euro in busta paga.

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Il 2022 sarà un anno di cambiamenti. La struttura pensionistica verrà modificata, l’Assegno Unico Universale sostituirà l’assegno temporaneo, i bonus per le famiglie e i classici assegni familiari e il Reddito di Cittadinanza subirà un rinnovamento. In più, il Governo ha deciso che gli scaglioni Irpef verranno ridotti da cinque a quattro e che alcune aliquote verranno abbassate. Il Ministero dell’Economia e delle finanze, gli esponenti del Governo e i responsabili economici in Parlamento hanno raggiunto un accordo che influirà sul reddito degli italiani. Vediamo come.

Le novità Irpef del 2022

L’Irpef è un’imposta sul reddito progressiva. Ciò significa che la quota percentuale di reddito presa dall’imposta cresce con l’aumentare del reddito stesso. Il risultato finale sarà determinato dall’aliquota applicata in base allo scaglione di riferimento di appartenenza, dalle detrazioni d’imposta e dalle deduzioni di reddito.

Tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi, sono soggetti al pagamento dell’Irpef avendo conseguito un reddito in Italia. Fino ad oggi gli scaglioni previsti sono cinque ma dal 2022 diventeranno quattro. Nello specifico il primo scaglione sarà riservato ai contribuenti con reddito compreso tra zero e 15 mila euro e l’aliquota di riferimento è del 23%. La seconda fascia include i redditi compresi tra 15 e 28 mila euro e l’aliquota del 2022 sarà del 25%. Nel terzo scaglione ci saranno i redditi tra 28 mila e 50 mila euro con la percentuale del 35% e, infine, l’ultimo scaglione sarà occupato dai redditi superiori ai 50 mila euro con aliquota del 43%. Sparisce, dunque, il range attivo attualmente compreso tra 55 e 75 mila euro.

Chi risulta avvantaggiato dai cambiamenti

Dato che a sparire è uno scaglione con redditi elevati, a guadagnare dai cambiamenti saranno i lavoratori con retribuzione medio-alta. Chi registra redditi annui inferiori ai 15 mila euro, invece, non verrà toccato dalle modifiche anche se tale constatazione sembra un controsenso.

Sono previsti, però, aumento di poche centinaia di euro per i lavoratori autonomi dai redditi più bassi. La no tax area, infatti, dovrebbe estendere la platea dei destinatari coinvolgendo non più i contribuenti con reddito fino a 4 mila euro bensì fino a 5.500 euro. Per i pensionati, l’area di riferimento dovrebbe salire da 8.130 euro a 8.500 mentre per i dipendenti rimane a 8.145 euro.

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A quanto corrisponderanno gli importi aggiuntivi

La stima di Enrico Zanetti, ex ministro delle Finanze, annuncia aumenti fino a quasi mille euro per chi ha redditi superiori a 50 mila euro. Al di sotto di questa cifre, i risparmi risulteranno inferiori e crescenti, mentre al di sopra dei 50 mila euro decresceranno fino a 270 euro toccata quota 75 mila euro.