Pensione di invalidità, l’Inps fa luce: cosa succede a gennaio 2022

Nella rivalutazione annuale degli assegni figura anche la pensione di invalidità. Dai requisiti agli importi: tutto quello che c’è da sapere.

Pensione di invalidità aumento
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Novità in vista per il mese di gennaio sul fronte pensioni. E non solo sul piano della proto-riforma, che ha già fondato le sue basi su strumenti di transizione quali le possibilità di pensione anticipata (Ape Sociale e Opzione Donna) e Quota 102. La presentazione del contratto unico del Cnel, infatti, ha portato in dote l’annuncio della rivalutazione delle pensioni da parte del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Per il prossimo anno, la pratica non riguarderà solo le pensioni ordinarie ma anche quelle di invalidità, l’assegno sociale e la pensione minima.

Non si tratta propriamente di una novità, visto che la rivalutazione si applica ogni anno in base all’indice medio dei prezzi al consumo. Tuttavia, per quanto riguarda le pensioni di invalidità, si tratta di un ulteriore aggiunta rispetto a una condizione che riserva già di per sé alcune agevolazioni specifiche. Secondo quanto annunciato dall’Inps, l’aumento tramite rivalutazione degli assegni si attesta al +1,7% rispetto agli attuali importi. Questo significa che, in base al trattamento, dovrà essere applicata una percentuale aggiuntiva che darà conto dei nuovi assegni attesi per il 2022.

Pensione di invalidità: quanto aumenta con la rivalutazione

Stando alla percentuale di salita, le pensioni si attesteranno su nuovi importi. Nello specifico, per l’assegno sociale 2022 si andrà sui 468 euro mensili a fronte dei 460 euro del 2021. Per quanto riguarda la pensione minima, si sale a 524 euro (515 nel 2021), mentre per quella di invalidità si arriverà a 292 euro rispetto ai 287,09 del 2021. Aumenti minimi ma comunque uno scarto interessante alla fine dell’anno. Il tutto accompagnato dalla rivalutazione che accompagnerà le aliquote Irpef, con taglio previsto per quelle relative ai reddito medio-alti. Il che significherà convenienza per questi ultimi e una situazione sostanzialmente invariata per quelli appartenenti alle fasce più basse.

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Restando alla pensione di invalidità, è chiaro che per beneficiare della rivalutazione sarà necessario figurarne già fra i beneficiari. Per ottenerla è chiaramente necessario possedere determinati requisiti che vanno dall’inabilità lavorativa accertata (riconosciuta nel verbale rilasciato dalla commissione medico-legale) al reddito inferiore al limite di 16.982,49 euro (per il 2021). Inoltre, l’età dovrà essere compresa fra 18 e 67 anni, la cittadinanza italiana e la residenza stabilmente sul territorio nazionale. Si ricorda che tale pensione è compatibile con un’eventuale attività lavorativa ma, al 67esimo anno di età, si trasformerà nell’ordinario assegno sociale. L’importo della pensione di invalidità, al 2021, si attesta a 287,09 euro mensili per tredici mensilità.