A breve potrebbero circolare prodotti rubati che se consumati causerebbero la morte. Il riferimento è a 200 salami non stagionati sottratti ad Ancona.

prodotti rubati salami
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Massima allerta per un furto avvenuto nella notte tra sabato 6 e domenica 7 ad Ancona. Il colpo potrebbe rivelarsi fatale per tante persone dato che la merce rubata riguarda salami non ancora stagionati che se ingeriti potrebbero causare la morte del consumatore. I prodotti rubati sono ben 200 e i ladri, non consapevoli del pericolo mortale, potrebbero immetterli sul mercato a breve. E’ fondamentale, dunque, che la notizia circoli nella maniera più ampia possibile per evitare tragedie.

Prodotti rubati letali, quali sono

Il furto di 150 chili di prodotti dell’Antica Fattoria sarà stato considerato un colpo facile e veloce dai ladri. Ben tremila euro di bottino in una notte, lontani dall’ipotizzare il pericolo celato dietro questo atto. I salami sottratti, infatti, non essendo ancora stagionati, potrebbero contenere una proliferazione di batteri al loro interno le cui conseguenze per chi ne viene a contatto sono fatali. Il consumo dei prodotti rubati può portare alla morte.

L’allarme è stato lanciato dal proprietario dell’azienda, Giovanni Togni, che ha denunciato il furto per poi lanciare l’appello e l’avviso di massima allerta non solo ai cittadini ma agli stessi ladri. Nella comunicazione, Togni ha riferito che i prodotti rubati sono freschi, in una fase intermedia della stagionatura in cui hanno bisogno di una precisa temperatura e di uno specifico livello di umidità. La preparazione è avvenuta solo 15 giorni fa, tempo non sufficiente per rendere il salame adatto alla consumazione ma idoneo per la proliferazione del Lhisterya, un batterio potenzialmente killer.

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Furti e ritiri, la preoccupazione dei consumatori cresce

Non hanno pace i consumatori. Oltre ai continui ritiri di prodotti dagli scaffali dei supermercati ora si richiede la massima attenzione per dei salami che potrebbero essere immessi sul mercato a breve causando la morte di chi li consuma. Tra ossido di etilene, salmonella, Lhisterya, rischio microbiologico, le comunicazioni del Ministero della Salute sono quasi quotidiane e noi consumatori sappiamo sempre meno cosa arriva sulle nostre tavole. Solo pochi giorni fa, ad esempio, sono avvenuti molteplici ritiri segnalati dalla Coop e da tre note catene di supermercati, Tuodì, Fresk Market e InGrande per la vendita di confezioni di pesce spada contaminato.