Il reddito di cittadinanza per gli invalidi prevede agevolazioni, condizioni e importi specifici. Scopriamo i dettagli del sussidio equiparabile alla pensione di cittadinanza.

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I nuclei familiari che hanno solamente componenti over 67 oppure disabili non autosufficienti o gravi hanno il diritto di ricevere la pensione di cittadinanza insieme ad altre misure. Parliamo di un sussidio che presenta agevolazioni differenti e importi maggiori rispetto agli altri percettori della misura. Allo stesso modo, cambiano alcuni vincoli di accesso e condizioni da rispettare.

Reddito di cittadinanza per invalidi, cosa occorre sapere

In linea generale, chi percepisce il RdC deve firmare obbligatoriamente il Patto per il Lavoro in modo tale da attestare la volontà di trovare un’occupazione. Non tutte le categorie sono incluse in tale obbligo. Ne fanno eccezione, infatti, i disabili e i caregiver, ossia le persone che si prendono cura di bambini di età inferiore ai tre anni o di disabili gravi. La definizione di “disabile” di riferimento è sia quella utilizzata dalla normativa sul collocamento mirato sia quella prevista in relazione al calcolo dell’ISEE.

Disabili per collocamento mirato e a fini ISEE

Il RdC per invalidi fa riferimento ai soggetti rientranti nella definizione di disabile per collocamento mirato. Si tratta, dunque, di invalidi civili in età lavorativa con riduzione delle abilità superiore al 46%; di ciechi civili con cecità assoluta o residuo visivo inferiore a 1/10 su entrambi gli occhi; dei sordi dalla nascita o diventati tali prima di apprendere il linguaggio dei segni; degli invalidi di guerra, per servizio o civili di guerra e, infine, degli invalidi del lavoro con invalidità riconosciuta superiore al 33%.

Oltre ai disabili per collocamento mirato sono riconosciuti i disabili a fine ISEE. L’INPS distingue tra disabilità media, grave e non autosufficienza. In base alla fascia di riferimento occorrerà riportare una determinata percentuale di invalidità e specifiche condizioni per rientrare nella misura. Tutte le variabili sono indicate nelle apposite tabelle di riferimento messe a disposizione degli utenti dall’INPS.

Pensione di invalidità civile e RdC, sono cumulabili?

Le due misure sono cumulabili, di conseguenza i percettori di reddito/pensione di cittadinanza non rischiano di perdere l’assegno di invalidità. L’importo della pensione o dell’RdC, però, sarà più basso nel caso in cui le due agevolazioni venissero cumulate. Questo perché il Decreto di riferimento afferma che il reddito familiare deve essere determinato al netto dei trattamenti assistenziali inseriti nell’ISEE non più goduti e quelli attualmente goduti da altri componenti del nucleo familiare.

Il Reddito di cittadinanza per invalidi non viene ridotto solamente nel caso in cui la misura di cui di beneficia è l’indennità di accompagnamento per disabili con il 100% di invalidità. Questo in quanto il trattamento di assistenza non è sottoposto alla prova dei mezzi ossia non è legato al reddito del richiedente o dei componenti del nucleo.

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Variazioni nell’importo del reddito di cittadinanza per invalidi

L’importo del reddito/pensione per i percettori di RdC con invalidità varia sulla base della scala di equivalenza massima del 2,2. La presenza di invalidi gravi o non autosufficienti, dunque, comporterà l’erogazione della somma massima di 1.386 euro invece di 1.323 euro che può salire anche a 1.536 euro in caso di pagamento dell’affitto di casa.

Ricordiamo, infine, tutte le misure dedicate gli invalidi compatibili con il reddito di cittadinanza senza ridurne l’importo. Parliamo del pagamento di eventuali arretrati, dei rimborsi di spese effettuate, del bonus Bebè, delle esenzioni o delle agevolazioni per il versamento di tributi e dei buoni servizio.