Il Governo ha di fatto bocciato il Cashback, che aveva accompagnato gli italiani nel primo semestre del 2021. Alcune banche però vogliono riportarlo in auge

Super Cashback

Il Cashback di Stato non ci sarà nel 2022. Dopo l’abolizione avvenuta per il secondo semestre del 2021, il Consiglio dei Ministri ha deciso di confermare definitivamente la decisione e di destinate le risorse a disposizioni per altre attività.

I consumatori però avevano apprezzato l’idea e si sono sbizzarriti nei pagamenti con mezzi elettronici. Tralasciando la situazione dei furbetti, che hanno recato seri danni agli esercenti, questa formula si stava rivelando utile per favorire la transizione verso l’eliminazione dei contanti e al contempo dare un piccolo incentivo alle persone. 

Cashback: ecco in che modo sarà riproposto

A tal proposito sono emblematici i numeri riportati da Facile.it che ha esaminato un campione di 50.000 persone. Il sito comparatore di prezzi ha rilevato che nel primo semestre del 2021 c’è stato un aumento del 39% nel numero di ricerche di carte prepagate. Inoltre ha constatato anche una crescita importante soprattutto nella fascia di consumatori under 35.

Una crescita che va di pari passo con quella dei pagamenti digitali del primo semestre 2021 che fa registrare un saldo positivo del 41% per un totale di 145 miliardi di euro. Dati importanti che testimoniano come un popolo fin troppo avvezzo all’uso delle banconote come quello italiano aveva bisogno di una spinta per potersi convertire alle carte.

D’altronde in pochi lo hanno visto come un mezzo utile per la lotta all’evasione fiscale, fine principale per cui era stato istituito dal Governo Conte. A prescindere da ciò, molte banche hanno deciso di proseguire su questo modello e di non far precipitare nell’oblio il Cashback.

Gli istituti di credito ne hanno compreso le potenzialità e hanno proposto un proprio modello. Così facendo è possibile proseguire il trend dell’utilizzo di carte e bancomat. 

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Ogni gruppo agisce liberamente e propone delle proprie condizioni. Normalmente è previsto un rimborso di importo variabile a fronte di un pagamento effettuato con strumenti elettronici. In alcuni casi viene riconosciuto il 10% così come avveniva per il Cashback di Stato, altri invece utilizzano un meccanismo a scalare che arriva fino all’1%. Un’altra opzione è che per ogni transazione eseguita venga restituita una cifra fissa.