Continua la lotta all’evasione fiscale da parte del governo che potrebbe a breve introdurre delle importanti novità per quanto riguarda i pagamenti. Ecco cosa c’è da aspettarsi.

evasione fiscale PAGAMENTI
Foto © AdobeStock

La lotta all’evasione fiscale continua ad essere, indubbiamente, uno dei principali argomenti al centro dell’interesse del Fisco. Ogni anno, infatti, si ritrova a dover fare puntualmente dei controlli, in modo tale da verificare eventuali movimenti sospetti. Come è noto, d’altronde, le cose non filano sempre per il verso giusto e alcuni spostamenti di capitali finiscono per non risultare in alcuni casi chiari.

In grado di avere un impatto negativo sul bilancio dello Stato, in effetti, l’evasione fiscale rappresenta da sempre una vera e propria piaga economica con cui doversi puntualmente scontrare. Da qui la necessità di attuare delle misure ad hoc, con il governo che potrebbe a breve introdurre delle importanti novità per quanto riguarda i pagamenti.  Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da aspettarsi.

Lotta all’evasione fiscale, la chiave è nei pagamenti: le prossime mosse del governo

La macchina amministrativa non si ferma mai, con il Fisco sempre pronto a effettuare gli opportuni controlli pur di contrastare l’evasione fiscale. Varie le strategie attuate nel corso degli anni dal governo che, purtroppo, non hanno sempre avuto gli effetti sperati. Proprio per questo sono al vaglio nuove misure, con il governo che potrebbe decidere di estendere e potenziare i pagamenti elettronici, “riducendo drasticamente i costi delle transazioni cashless“.

Questo è quanto c’è scritto sul “Rapporto sull’evasione fiscale e contributiva” allegato alla Nadef, il Documento di Finanza Pubblica che evidenza quali siano le nuove strategie per combattere l’evasione, sottolineando come sia un “obiettivo prioritario, dopo la fisiologica sospensione delle attività di notifica” a causa dell’impatto del Covid. A tal fine si continuerà a puntare sull’Isa, gli Indici sintetici di affidabilità. Quest’ultimi sono degli indicatori che permettono di “verificare la normalità e la coerenza della gestione professionale o aziendale dei contribuenti“.

Tra gli altri strumenti, poi, si annoverano la fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, l’inasprimento delle sanzioni e il rafforzamento del misure volte a contrastare l’illegalità nel settore dei giochi. Dopo la sospensione del programma cashback, quindi, il governo intende attuare altre misure, volte a favorire la lotta all’evasione fiscale. Tra queste si annovera il cosiddetto bonus bancomat, volto a spingere i venditori a dotarsi di Pos.

LEGGI ANCHE >>> Cashback, il bonus torna nel 2022 ma non per tutti: cosa c’è da aspettarsi

A tal fine, infatti, sono stati introdotti alcuni importanti incentivi, come quello che vede alzare dal 30% al 100% il credito di imposta sulle commissioni che gli esercenti pagano quando il consumatore paga tramite Pos. Ma non solo, un ulteriore credito d’imposta bonus bancomat è riconosciuto per l’acquisto e l’utilizzo del Pos collegato al registratore telematico. Proprio grazie ad un maggior utilizzo dei pagamenti elettronici, infatti, è possibile controllare più facilmente i vari movimenti. Non stupisce, quindi, che la chiave della lotta all’evasione fiscale sia da rinvenire proprio negli strumenti di pagamento.