Riscaldare casa senza la batosta dei consumi del gas è possibile. Basterà conoscere dei trucchi che consentono di mantenere l’appartamento caldo senza accendere i termosifoni.

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Inverno significa cioccolata calda, coperte pesanti, neve, e calore di un camino o dei termosifoni. La casa, infatti, con basse temperature esterne diventa subito fredda, soprattutto se non si ha il corretto isolamento termico. Da qui l’esigenza di accendere i caloriferi per non rischiare di vedere i pinguini girare per l’appartamento. Il problema sarà l’arrivo della bolletta che conteggerà i consumi del gas – problema amplificato a causa degli aumenti dei costi di luce e gas. Riuscire a diminuire i consumi riscaldando contemporaneamente la casa è un obiettivo ambito e, fortunatamente, possibile.

Riscaldare casa senza gas, i trucchi da conoscere

Riscaldare casa senza consumare gas e, dunque, senza dover tremare all’arrivo della bolletta, l’obiettivo è raggiungibile. Il compromesso è rinunciare ad accendere i termosifoni scegliendo un altro sistema di riscaldamento, quello delle stufe. Esistono in commercio apparecchi di varia tipologia – a pellet, elettrica, a bioetanolo – ognuno con consumi differenti e caratteristiche specifiche. L’utilizzo delle stufe può rivelarsi, dunque, una soluzione efficacie per riscaldare casa senza gas e risparmiare sui costi. L’importante è scegliere il giusto modello in base alle proprie esigenze, al budget e alle funzionalità desiderate.

Modelli di stufe e risparmio

Addio gas, benvenute stufe elettriche. Questa prima tipologia di riscaldatore dell’ambiente è consigliata perché si tratta di stufe piccole e maneggevoli. Consentono di riscaldare una stanza di dimensioni non elevate in poco tempo. I costi di acquisto delle stufe elettriche variano partendo da cifre molto basse, anche 10 euro. Il problema è che i consumi sono elevati, parliamo di 1 euro di elettricità ogni quattro ore per un modello da 1.000 watt all’ora.

Passiamo allora ai termoconvettori, capaci di riscaldare ambienti grandi. Funzionano con l’elettricità riscaldando l’aria fredda che entra e immettendola nella stanza calda attraverso una ventola. La spesa iniziale è più elevata rispetto alle stufe elettriche. Si parte dai 50 euro per arrivare fino a 200 euro. I consumi variano in base alla potenza, solitamente compresa tra 600 e 2.400 watt. I costi, dunque, si diversificano dai 0,5 ai 2,2 euro per 4 ore di corrente.

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Stufe non elettriche, i consumi diminuiscono?

Discorso a parte meritano le stufe alimentate a pellet o a bioetanolo. Le prime funzionano con scarti di legno, possono riscaldare ambienti ampi e il costo del pellet non è elevato. Generalmente un sacchetto da 15 kg comporta una spesa compresa tra i 4 e i 5 euro e copre 24 ore di riscaldamento. Il problema è il costo di acquisto delle stufe a pellet. Si parla di un prezzo base di 600 euro più l’installazione della canna fumaria.

Le stufe a bioetanolo, invece, costano circa 400 euro e non richiedono al presenza della canna fumaria e sono, per questo motivo, le più ricercate. Non riscaldano, però, ambienti ampi. Un litro di alcol combustibile non inquinante costa da 2,5 a 4,5 euro e consente di riscaldare fino a 4 ore a seconda della potenza della stufa.