Tonno rosso a rischio estinzione, Striscia la Notizia riporta le irregolarità dei pescherecci che mettono a rischio il pregiato pesce.

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Un servizio di Striscia la Notizia mette in guardia i consumatori, il tonno che finisce sulle nostre tavole è stato fatto ingrassare e tante regole sono state violate per portare a termine la pesca. Il settore alimentare rimane al centro delle polemiche dopo che negli ultimi mesi continuano a spuntare casi di ritiri di prodotti dagli scaffali dei supermercati per rischio contaminazione. L’ossido di etilene è diventato un incubi per noi italiani e riuscire a capire come mettere in tavolo per i pasti principali è diventato sempre più difficile. Dopo la pasta, le salsicce, lo yogurt, i gelati è la volta del tonno rosso.

Il servizio di Striscia la Notizia, incredibile scoperta

Max Laudadio ha raccontato ai consumatori una storia incredibile, ricca di ripercussioni negative soprattutto sulla salute delle persone. Il servizio è andato in onda lo scorso 9 ottobre per denunciare le irregolarità compiute dai pescherecci nel trattamento del tonno rosso. Il Tg satirico ha focalizzato l’attenzione sulla pesca sostenibile, settore che dovrebbe mirare alla salvaguardia dei nostri mari e delle specie marine che vi abitano.

L’inchiesta ha avuto come protagoniste le tonnare e le regole riguardanti la pesca di uno dei pesci più pregiati, il tonno rosso Bluefin Tuna. Regole ignorate dai pescherecci che utilizzano dei potenti sonar per individuare un branco e annientarlo. Dato che il tonno in questione è a rischio estinzione, ogni peschereccio dovrebbe rispettare la quota di pescato assegnata ma la direttiva viene costantemente ignorata.

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La fine del tonno rosso, sterminato e ingrassato

A spiegare la dinamica di cattura del tonno rosso a Striscia la Notizia è Andrea Morello, presidente dell’associazione Sea Sheperd Italia. I sonar e il non rispetto delle quote sono due elementi che mettono a rischio l’esistenza del Bluefin Tuna. Ma la brutta storia non finisce qui. Un pescatore che è voluto rimanere anonimo ha spiegato che il pesce che rimane intrappolato nella rete viene prima sterminato e poi spostato dal mare italiano alle acque maltesi per ingrassarlo. Questa pratica è legale ma non quella di superare la quota limite prevista. Il business, anche in questo caso, ha più importanza della moralità e a noi non rimane che da chiederci cosa mettiamo sulle nostre tavole.