La Regione Lazio è stata attaccata da un gruppo di hacker. Una vicenda che non passa di certo inosservata, con molti che si chiedono quanti soldi stanno rischiando gli italiani.

Truffa phishing
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È trascorso ormai più di un anno da quando il Covid è entrato prepotentemente nelle nostre vite, portando con sé delle ripercussioni negative sia dal punto di vista delle relazioni finanziarie che sociali. Al fine di contrastarne la diffusione, infatti, ci viene chiesto di prestare attenzione a vari accorgimenti, come ad esempio il distanziamento sociale. Un periodo storico complesso, che registra un utilizzo sempre più massiccio dei vari dispositivi tecnologi, come ad esempio smartphone e pc. Diversi, in effetti, sono i servizi che offrono la possibilità di comunicare con amici e parenti che si trovano in ogni angolo del pianeta.

Tanti, quindi, sono i vantaggi, ma allo stesso tempo bisogna fare i conti con le possibili insidie. Sempre più spesso alcuni cyber criminali decidono di organizzare delle truffe ad hoc, al fine di rubare i soldi del malcapitato di turno. Ne sono una chiara dimostrazione alcuni tentativi di truffa, come quella del finto Green Pass, oppure delle assicurazioni online inesistenti. Se tutto questo non bastasse, di recente a finire nel mirino di un gruppo di hacker è stata la Regione Lazio. Una vicenda che non passa di certo inosservata, con molti che si chiedono cosa sta succedendo e quanti soldi stanno rischiando gli italiani.

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Vaccini, attacco hacker Regione Lazio: quali sono i rischi

Nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto la Regione Lazio è stata attaccata da un gruppo di hacker, forse dalla Germania. Una vicenda in seguito alla quale il sito è down, non consentendo pertanto di accedere e prenotare i vaccini. Un attacco definito “terroristico“, dal presidente Zingaretti, che ha voluto sottolineare come i dati dei cittadini non siano a rischio. “Nessun dato è stato trafugato“, hanno aggiunto e proprio in queste ore i tecnici che stanno lavorando per risolvere la situazione.

In base a quanto scrive Tgcom24, però, che alcuni dati anagrafici potrebbero essere stati acquisiti dai pirati informatici. Un attacco che sarebbe avvenuto tramite un’email o un click su un link, programmato e organizzato con cura per settimane. Al momento non è dato sapere quali siano i motivi alla base di questo attacco, con Zingaretti che ha fatto sapere che, almeno fino a questo momento, “non ci sono state richieste di riscatto“.

Alcuni giornali, però, parlano di una richiesta di pagamento in bitcoin  di cifra sconosciuta. In genere, come ricordano gli esperti, si tratta di cifre che vanno dai 500 mila ai 6 milioni di euro, con i sistemi che tornano a funzionare solo dopo il pagamento. Una vicenda che ha destato inevitabilmente interesse e anche preoccupazione. Se siti come quelli della Regione Lazio vengono attaccati, infatti, è facile temere che una vicenda del genere possa colpire ognuno di noi.

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Tanti, purtroppo, sono i tentativi di truffa a cui bisogna prestare attenzione. Lo sanno bene tutti coloro che sempre più spesso si ritrovano a dover fare i conti con dei messaggi, attraverso i quali dei truffatori cercano di estorcere soldi e dati sensibili. Dei raggiri studiati a regola d’arte, per cui si consiglia sempre di prestare attenzione ai messaggi ricevuti, onde evitare di vedersi svuotare il conto senza nemmeno accorgersene.