L’Inps avverte di prestare attenzione ad una data. In caso contrario, infatti, molti pensionati rischiano di perdere l’assegno. Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Pensione quattordicesima
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La pensione si presenta come un traguardo importante della propria vita. Viene raggiunto, infatti, dopo tanti anni all’insegna del lavoro e dei vari impegni e scadenze da rispettare. Non stupisce, pertanto, che siano in molti a non vedere l’ora di poter finalmente accedere al trattamento pensionistico, staccando così la spina dai vari impegni quotidiani.

A tal fine, come noto, bisogna essere necessariamente in possesso di alcuni requisiti sia per quanto concerne l’’aspetto anagrafico che contributivo. Per questo motivo sono in molti ad attendere con impazienza le decisioni che verranno prese dal governo a guida Draghi attraverso la prossima riforma delle pensioni. In attesa di vedere quali novità introdurrà l’esecutivo in merito, l’Inps avverte di prestare attenzione ad una data. In caso contrario, infatti, molti pensionati rischiano di perdere l’assegno. Ecco cosa sta succedendo.

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Pensione, occhio alla data del 15 settembre: cosa c’è da sapere

Grazie ad un comunicato Inps riguardante il cedolino di agosto, l’ente ha invitato prestare attenzione alla data del 15 settembre 2021. Questo, infatti, è il termine ultimo per presentare i dati reddituali inerenti gli anni precedenti, pena la revoca dell’assegno.

Sulle pensioni che siano, in tutto o in parte, collegate al reddito (ad esempio integrazione al trattamento minimo, maggiorazione sociale, pensione ai superstiti) i cui titolari, nonostante i solleciti, non abbiano ancora fornito i dati reddituali relativi al 2017 e al 2018, ad agosto e settembre verrà applicata una trattenuta di circa 14 euro, per le pensioni integrate al minimo, o, per quelle di importo superiore, pari al 10% della pensione“.

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Ma non solo, ai soggetti interessati l’Inps ha provveduto ad inviare una lettera raccomandata con l’indicazione della data del 15 settembre 2021 come ultima scadenza per l’invio dei redditi richiesti. Se non rispetteranno tale termine, l’ente provvederà a revocare definitivamente l’assegno, provvedendo al recupero dell’indebito calcolato.