L’eredità della regina della Tv Raffaella Carrà, nuova truffa ai danni dei titolari di una PostePay e le 5 lire che valgono oro: ecco tutti i temi caldi della settimana.

Raffaella Carrà si è spenta il 5 luglio 2021 all’età di 78 anni. Una notizia che ha sconvolto il Paese, con il mondo dello spettacolo, e non solo, che piange la scomparsa della regina della Tv. Una carriera all’insegna del successo, quella della regina della tv, con molti che si chiedono a chi andrà in eredità il suo patrimonio.

Tra i temi caldi della settimana anche un nuovo tentativo di truffa ai danni dei titolari di una PostePay. Un messaggio phishing lanciato da truffatori che cercano così di imbrogliare migliaia di utenti. Dall’altro canto c’è chi spera di guadagnare un bel po’ di soldi, in modo del tutto lecito, grazie alle tanto amate 5 Lire, che in alcuni casi valgono un vero e proprio tesoro. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

Raffaella Carrà, a chi andrà in eredità il suo immenso patrimonio

A pochi giorni dalla scomparsa della regina della Tv, sono in molti a chiedersi a chi andrà in eredità il patrimonio di Raffaella Carrà. La showgirl, ricordiamo, non si è mai sposata e non ha avuto figli, ma ne ha adottati molti a distanza, in vari posti del mondo. Non è dato, inoltre, sapere, e forse non si saprà mai, se l’artista abbia fatto o meno un testamento, attraverso il quale far sapere quali fossero le sue ultime volontà. Sono varie, pertanto, le ipotesi in merito a chi finirà il suo immenso patrimonio.

Tra questi si annoverano i suoi due nipoti, Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello Renzo. Non si esclude poi la possibilità che la regina della tv abbia deciso di lasciare una parte della sua eredità anche ai numerosi bambini adottati a distanza. Tra gli altri figura anche il nome dell’ex compagno Sergio Japino, che è rimasto al fianco della “più amata dagli italiani” fino agli ultimi giorni. Al momento, comunque, si tratta solo di ipotesi e non sono giunte notizie certe in merito.

LEGGI ANCHE >>> Raffaella Carrà: svelato a chi andrà in eredità il suo immenso patrimonio

PostePay sotto attacco: attenzione a questo messaggio

Adobe Stock

Brutte notizie per i titolari di carta PostePay, finiti nuovamente nel mirino dei truffatori. Di recente, infatti, è stato segnalato un nuovo tentativo di phishing, attraverso il quale dei malintenzionati cercano di imbrogliare migliaia di utenti. In particolare tale tentativo di raggiro viene attuato attraverso l’invio di un messaggio che asserisce che l’utenza e le funzioni sul conto Intesa di cui si è titolari sono state disabilitate.

Il motivo di questa decisione sarebbe da rinvenire nel raggiungimento della soglia di attività concessa, per cui si invitano i destinatari di tale comunicazione ad aggiornare i propri dati attraverso un link appositamente inviato e che sembra il portale ufficiale di PostePay. Come è facile intuire, però, nella realtà dei fatti non è così. Si invita, pertanto, a prestare la massima attenzione, ricordando di non inviare mai i propri dati personali e di chiedere eventualmente conferme in merito all’istituto di riferimento.

LEGGI ANCHE >>> PostePay, la nuova truffa: occhi aperti se arriva questo messaggio

La cara vecchia 5 lire che vale oro

Nel 2002 si è assistito al definitivo cambio Lira-Euro, con molti italiani che continuano ancora oggi a ricordare con particolare affetto le tanto amate vecchie lire, tanto da decidere di conservarle. Una scelta che in alcuni casi può rivelarsi proficua, dato che molte di queste, nel corso degli anni, hanno un preso un valore incredibile, tanto da poter consentire di guadagnare un bel po’ di soldi.

LEGGI ANCHE >>> La cara vecchia 5 lire: in casa potreste avere un tesoro senza saperlo

Ne sono un chiaro esempio le care vecchie 5 lire del 1946, che possono essere considerate come un vero e proprio simbolo della storia d’Italia, in quanto si tratta del primo pezzo di tale valore coniato dopo che il nostro Paese è diventata una Repubblica. Con sopra raffigurato un grappolo d’uva, valgono ben 1200 euro. Il valore scende di molto per le altre monete coniate negli anni seguenti. Della versione del 1956 sono state realizzate soltanto 400 mila esemplari, tanto da essere considerata una versione rara, con un valore, ad oggi, che sfiora i 3500 euro.