Importanti novità in arrivo con l’assegno unico per genitori separati, divorziati o nonni. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Al fine di contrastare la diffusione del Coronavirus il governo ha deciso di adottare una serie di misure restrittive, che hanno portato con loro una serie di ripercussioni negative sia dal punto di vista delle relazioni interpersonali che economiche. Molti imprenditori, purtroppo, hanno dovuto abbassare le serrande delle proprie attività, costringendo molte persone a dover fare i conti con una complicata gestione del budget famigliare. Un periodo storico particolarmente difficile, che richiede l’attuazione di misure ad hoc, come quelle approvate con il Decreto Sostegno Bis.

Ma non solo, a partire dal 1° luglio 2021 molte famiglie possono beneficiare dell’assegno unico temporaneo. Quest’ultimo, ricordiamo, viene riconosciuto ad alcune determinate categorie di persone fino a dicembre 2021, per poi diventare definitivo a partire da gennaio 2022. Una misura particolarmente attesa, e senz’ombra di dubbio importante, con molti che si chiedono se ne possono usufruire anche i genitori separati, divorziati, conviventi e nonni. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Assegno unico, importanti novità in arrivo per separati e divorziati: come funziona

Assegno unico figli: chi avrà bisogno di presentare domanda e chi no
Assegno unico figli (Fonte foto: web)

A partire dal 1° luglio 2021 fino al 31 dicembre 2021 è possibile beneficiare dell’Assegno temporaneo per i figli minori. Quest’ultimo è destinato ai nuclei con figli minori di 18 anni, che non abbiano diritto all’assegno per il nucleo familiare, come disoccupati e lavoratori autonomi. Una misura ponte, che verrà estesa a tutti a partire dal 1° gennaio 2022. Proprio in tale ambito sono in molti a chiedersi come funzioni in presenza di genitori separati e divorziati.

Ebbene, alla base di questo incentivo, ricordiamo, vi è la volontà di sostenere economicamente, in modo universale, tutti coloro che si prendono cura di un minore. Come si evince dalla circolare 93/2021 dell’Inps, infatti, l’’assegno unico spetta a tutti i nuclei familiari con ISEE inferiore ai 50 mila euro, in cui siano presenti figli minorenni, compresi i figli minori adottati o in affido preadottivo.

L’assegno unico, quindi, può essere richiesto anche dai genitori separati o divorziati. Nel caso in cui abbiano l’affidamento condiviso dei figli minorenni, infatti, l’importo dell’assegno viene equamente suddiviso tra i due genitori. Allo stesso tempo, in caso di accordo comune tra i due genitori, l’assegno può essere percepito da un solo genitore.

Assegno unico per genitori non sposati e nonni

Come funziona, invece, nel caso in cui si tratti di due genitori conviventi, ma non sposati? Ebbene, in questo caso è necessario, innanzitutto, che i soggetti in questione risultino nello stesso stato di famiglia. In questo caso l’importo dell’assegno dipende dal reddito complessivo, determinato dalla somma dei due redditi.

Se invece i genitori non convivono, vengono prese in considerazione entrambe le certificazioni ISEE, con la figura del “componente aggregato al nucleo”. A fare richiesta del sussidio è il nucleo di cui fanno parte i minori. In un secondo momento viene aggregato il genitore non convivente. In ogni caso, quindi, vengono presi in considerazione i redditi di entrambi i genitori, a prescindere che convivano o meno.

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Come già detto, hanno diritto l’assegno unico tutti coloro che rivestono il ruolo di tutore legale dei minori. In tale ambito, quindi, possono farne richiesta anche i nonni, nel caso in cui sia presente un provvedimento formale di affido dei minori a carico dei nonni e se i nipoti risultino dal loro Isee.