Troppo spesso l’ente di previdenza sociale provvede a bloccare gli assegni di invalidità o assistenziali. Cosa succede in quei casi?

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Comunicazioni che nessuno vorrebbe mai leggere da parte dell’Inps in merito a debiti presunti o tali nei confronti dell’istituto. Di conseguenza si passerà al blocco dell’assegno di invalidità o sostegno per il graduale recupero della cifra specificata. Questo è quello che succede, purtroppo, sempre più spesso agli italiani. In alcuni casi si tratta di veri e propri errori da parte dell’ente. Altre volte invece, esiste la possibilità che lo Stato, in quel caso abbia ragione.

In ogni caso, la prima regola per chi gode dell’assegno è quella di verificare le richieste dell’Inps e le motivazioni dell’indebito pensionistico. Tutto gira intorno a quella parola. Potrebbe essere che la persona in questione abbia percepito indebitamente tali cifre, o una parte di esse e potrebbe essere si tratti di un errore. In ogni casa è sempre meglio verificare ragioni e motivazioni prima di passare a richieste, ricorsi e quant’altro.

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Cosa succede se l’Inps si riprende i soldi delle pensioni?

“Si tratta di un fenomeno molto frequente nel rapporto tra Inps e pensionati, quello dell’erogazione di somme di pensione maggiori di quelle spettanti e, nella maggior parte dei casi, il cittadino non sa nemmeno il perché gli abbiano corrisposto una cifra maggiore di quella che gli spettava e si trova così ad essere un debitore senza colpe”. Ad affermarlo è

Celeste Collovati, Fondatore e Managing Partner dello studio legale Dirittissimo. In ogni caso è giusto sottolineare quanto la Cassazione si sia espressa in favore dell’Inps.

In alcuni casi è possibile bloccare l’erogazione delle pensioni o di parte di esse quando è dimostrato che la cosa avvenga indebitamente. Casi particolari sono anche arrivati davanti alla Corte Suprema ,casi in cui l’assegno di sostentamento appariva indebito ma era pur sempre di sostentamento e quindi il caso è diventato piuttosto spinoso.

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“Tale comportamento ha prodotto un copioso contenzioso, culminato in numerose pronunce della Suprema Corte che fanno leva sul principio del legittimo affidamento dei pensionati sul trattamento pensionistico indebitamente percepito in buona fede, in cui le prestazioni, pur indebite, sono solitamente destinate a soddisfare bisogni alimentari propri del pensionato e della famiglia“.  Ha inoltre spiegato l’avvocato Alessandro Milani, Managing Partner di Dirittissimo.