Chi soffre di mal di testa ha diritto, in alcuni casi, ad un assegno mensile. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Gli ultimi mesi sono stati segnati dal Covid, che continua ancora oggi ad avere un impatto negativo sulle nostre vite, sia dal punto di vista delle relazioni sociali che economiche. Un momento storico particolarmente difficile da affrontare, soprattutto per via delle crescenti incertezze in merito al futuro. Si finisce così per registrare un netto aumento dei cosiddetti “panofobici”, ovvero di coloro che hanno paura di tutto. Ma non solo, si verifica anche un peggioramento dello stato di ansia e depressione.

Un numero crescente di persone, inoltre, si ritrova sempre più spesso a dover fare i conti con un terribile mal di testa. Proprio quest’ultima condizione si rivela essere spesso un vero e proprio incubo, tanto da compromettere il regolare svolgimento di alcune attività quotidiane. In tale ambito, quindi, è bene sapere che, in determinati casi, chi soffre di mal di testa ha diritto ad un assegno mensile. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Mal di testa, chi soffre di queste forme di emicrania e cefalea ha diritto all’assegno di invalidità

Mal di testa
Mal di testa (Adobe)

Prima o poi capita a tutti di soffrire di mal di testa. Una situazione, indubbiamente, poco piacevole, che porta con sé delle ripercussioni nello svolgimento di alcune attività quotidiane. Molto spesso si tratta di un dolore momentaneo, altre volte, invece, può nascondere una patologia molto più concreta, tanto da meritare una particolare attenzione.

Ne sono un chiaro esempio tre forme di emicrania e cefalea che danno diritto, a chi ne soffre, di ottenere l’assegno di invalidità. Come riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, si tratta di patologie che ostacolano lo svolgimento di attività lavorative e quotidiane. Proprio per questo motivo l’Inps provvede ad erogare un assegno mensile dal valore di 280 euro ai soggetti che soffrono di emicrania continua, di emicrania parossistica cronica e di emicrania cronica e ad alta frequenza.

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Le persone affette da queste tre tipologie di emicranie, purtroppo, si ritrovano a dover fare i conti con continue ripercussioni sullo svolgimento della propria capacità lavorativa, non riuscendo spesso a trovare sollievo nemmeno dopo aver assunto dei farmaci. Una situazione difficile da gestire, in seguito alla quale i soggetti interessati possono far richiesta all’Inps dell’assegno di invalidità, dopo che tale condizione sia accertata da almeno un anno mediante specifica diagnosi.