Proprio nel suo giorno conclusivo è ufficiale il congelamento dell’iniziativa tanto celebrata dal Governo Conte.

mario draghi governo patrimoniale

Il Governo Draghi dice stop al cashback. La misura tanto voluta e celebrata dal precedente esecutivo verrà di fatto congelata dal prossimo 1 luglio, non seguendo quindi il suo iniziale e fino a pochi giorni fa naturale percorso. L’iniziativa, infatti avrebbe dovuto concludersi il prossimo dicembre per altri sei mesi di programma ampiamente garantito dalle iniziali intenzioni dell’esecutivo stesso. Poi tutto è cambiato e non sono mancate le critiche.

All’interno dello stesso Governo c’è infatti chi ritiene un grosso errore la sospensione del programma, altri invece, con in testa il premier Mario Draghi dati alla mano sostengono che in realtà non c’è stato il raggiungimento del traguardo prefissato, con il numero di transazioni con bancomat e carta di credito, per intenderci in aumento cosi come inizialmente si era sperato, soprattutto nei centri commerciali. La realtà è andata da tutt’altra parte insomma.

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Cashback sospeso, l’affondo dal Governo: cosa potrebbe succedere a gennaio

Tra i motivi che hanno portato al congelamento dell’iniziativa, forse il motivo principale, risiede nella non effettiva lotta all’evasione fiscale dell’intera operazione. Non essendo aumentato il numero di transazioni attraverso l’utilizzo di bancomat o credito viene da se immaginare che non è stato centrato il traguardo di lotta alla circolazione del denaro contante e quindi alla possibilità che si manifestino casi di evasione fiscale.

A questo punto resta da capire cosa succederà a gennaio 2022, se cioè l’iniziativa riprenderò cosi come sarebbe dovuto già accadere da domani, o sarà definitivamente bocciata. Le critiche avanzate da subito da molti oppositori del programma che vedevano nell’impegno del Governo un vero e proprio spreco, oggi hanno portato evidentemente a qualcosa di concreto. Quello che succederà da qui a qualche mese è oggi un vero e proprio mistero.

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Comunque vada, da domani partiranno i rimborsi per tutti i cittadini che hanno raggiunto il numero di almeno cinquanta operazioni effettuate utilizzando bancomat o carta di credito per l’acquisto di beni e servizi. Per loro, la restituzione del 10% dell’importo complessivo speso, fino ad un massimo di 150 euro. Altro aspetto interessante per i cittadini, la possibilità di accedere al super bonus da 1500 euro, rientrando tra i primi 100mila partecipanti al concorso per numero di operazioni svolte. La dinamica che ha dato il via alla proliferazione incontrollata dei cosiddetti furbetti del cashback.