La data del 30 giugno diventa decisiva. Palazzo Chigi opta per uno stop provvisorio del Cashback, con la prospettiva di farlo diventare definitivo.

Cashback
Cashback (Fonte foto: web)

Non ha mai manifestato simpatia, l’attuale presidente del Consiglio, sulla misura del Cashback. E questo nonostante le ripetute conferme, che avevano “salvato” il provvedimento del Governo Conte e fatto proseguire la strategia del rimborso per le spese tracciabili, sia nella versione ordinaria che Super. Ora, però, sembra che le cose stiano per cambiare. E la data del 30 giugno, oltre a stuzzicare l’attenzione perché giro di boa prima dei pagamenti di luglio, potrebbe dire molto dal punto di vista della prosecuzione della mossa Cashback. Il tavolo congiunto della cabina di regia, a Palazzo Chigi, sembra aver deciso di prolungare a oltranza la pausa della misura, che a partire dall’1 luglio avrebbe iniziato il secondo semestre dell’anno in corso.

La pausa, in teoria, dovrebbe servire a capire cosa farne del Cashback. La sensazione, però, è che il periodo di stop potrebbe di fatto rappresentare l’occasione giusta per chiudere la questione e convogliare le risorse in altre direzioni. L’obiettivo di facilitare la ripresa dei consumi pare sia stato raggiunto solo in parte, in gran parte per le “strategie” adottate per arrivare a ottenere i rimborsi, soprattutto sul piano del Super Cashback. Numeri alla mano, secondo l’app IO, si parla di circa 720 milioni di transazioni e 7,85 milioni di utenti che annoverano pagamenti validi.

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Cashback, futuro a rischio: lo stop potrebbe diventare chiusura

Letta così, il bilancio sembrerebbe far pendere la bilancia a favore della misura. Tuttavia, fermo restando le 689 transazioni necessarie per ambire al maxi-rimborso da 1.500 euro, la questione furbetti non ha lasciato indifferente il governo. Il punto è che, a fronte di una misura che in teoria avrebbe dovuto implementare la tracciabilità dei pagamenti, e quindi limitare il ricorso al contante e apportare un aiuto alla lotta all’evasione, si è creata una situazione limite. Numerosi utenti, infatti, hanno effettuato transazioni di pochissimi centesimi ed estremamente ravvicinate, così da incrementare le chance di accedere al superpremio.

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La classe politica si è sempre divisa sul tema. Il portabandiera degli oppositori è stato Fratelli d’Italia, con la leader Giorgia Meloni che ha di recente presentato una nozione al Senato per rivedere la misura. Nonostante il nulla di fatto, pare che la questione fosse già sul tavolo di Palazzo Chigi. Lasciare sospeso il Cashback consentirebbe di capire cosa fare nell’immediato futuro e decidere fra conferma o bocciatura definitiva. L’idea di fondo sembrerebbe ovviare alle mosse poco ortodosse per accaparrarsi i rimborsi. Ma anche impiegare le risorse in altri settori, in una fase di ripresa più complicata del previsto e che ancora sembra aver lasciato indietro qualcuno.