Le attività di vigilanza della banca presso cui si ha il conto corrente saranno intensificate al fine di identificare gli illeciti dei clienti.

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Le banche hanno il compito di tutelare i risparmi e il denaro versato dai clienti ma non sono esenti dal verificare che le operazioni compiute dal correntista siano oneste e rispettose della legge. Di conseguenza, gli istituti di credito monitorano costantemente i movimenti bancari per cercare di identificare gli illeciti. La banca rappresenta, dunque, un tutore della Legge e come tale ha il compito di segnalare precise operazioni. Con l’introduzione della soglia di utilizzo del contante a 2 mila euro, poi, le verifiche aumenteranno e il controllo sul nostro conto corrente sarà ancora più intenso.

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La Legge impone alla banca le verifiche sui conti, ecco il motivo

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Quando versiamo il nostro denaro in banca pensiamo che sia al sicuro da rischi importanti e che siamo liberi di prelevare, fare bonifici, investimenti e altre operazioni in qualunque momento. In fondo i soldi sono nostri (in realtà una volta depositati sul conto diventano di proprietà dell’istituto di credito) e vorremmo servircene nel modo che preferiamo.

L’utilizzo del denaro, invece, è limitato dalla Legge che ha l’obiettivo di contrastare attività illecite quali il riciclaggio dei soldi, l’evasione fiscale e il finanziamento al terrorismo. Un onesto cittadino, pur trovandosi distante da queste attività, si ritrova ad avere il conto corrente sotto costante controllo e a dover giustificare l’uso dei propri risparmi.

La banca, dal canto suo, agisce per conto della Legislatura avendo il compito di segnalare presunti trasferimenti di denaro di incerta natura.

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Come agisce la banca

I controlli sui conti sono costanti. Il dipendente della banca di appartenenza deve monitorare i movimenti del cliente e richiedere giustificazione di un’operazione qualora non rientri nei canoni consentiti. Un’attenzione particolare sarà riversata sui prelievi di contante, sui versamenti e sui bonifici effettuati.

In caso di operazione sospetta, il dipendente informerà un ufficio interno preposto alla valutazione di quanto accaduto. Attraverso specifici strumenti informatici, verranno incrociati i dati a disposizione e in base ai risultati verrà deciso se segnalare l’attività alle Autorità o meno.

La verifica partirà, per esempio, quando il dipendente della banca rileva tanti piccoli prelievi e versamenti tra due conti anche se restano sotto la soglia dei 2 mila euro e anche se effettuati in maniera differente. Due persone non oneste, infatti, potrebbero essersi accordate per uno scambio in nero decidendo di frazionare la somma per evitare controlli.

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Cosa accade dopo la segnalazione

Una volta rilevate le operazioni sospette, l’ufficio di competenza segnalerà l’evento (o gli eventi come nel caso prima citato) all’Unità di Informazione Finanziaria di Banca Italia. Riscontrato l’illecito possono partire multe fino a 50 mila euro e i controlli aumenteranno ulteriormente per i soggetti incriminati.

Se la banca non svolge adeguatamente le verifiche e non segnala operazioni sospette, il dipendente potrebbe rischiare una denuncia e una condanna per mancato controllo.