Sapevi che non è consigliato buttare le bollette, anche dopo aver pagato? Questo perché rischiamo di dover ripagare

Bollette da pagare (Fonte foto: web)

Vero, tutte quelle cartacce in casa danno fastidio. Che siano avvisi, bollette e tutto ciò che per posta ci viene consegnato, vorremmo liberarcene presto. Eppure, non bisogna buttare le bollette. Ed ora ve ne sveliamo un’altra: se il Fisco chiama, bisogna rispondere sempre, anche se in ferie.

Questo, perché anche cose che a noi sembrano molto formali e legate alla semplice burocrazia, in realtà rischiano di farci pagare due volte, e non abbiamo scuse. Certamente ci saranno poi dei tempi che ci consentiranno di allontanarci da determinate prove cartacee, dovendo inserire nei nostri cassetti le nuove, vediamo come funziona.

Leggi anche>>> Al via i bonifici: finalmente una buona notizia da 5 miliardi di euro

Non buttare le bollette: ecco a cosa serve

Effettivamente una bolletta pagata è assolutamente equivalente alla prova del pagamento del servizio. Se il gestore infatti per errore, dovesse chiederci un pagamento che non risulta, noi avremmo le prove che appunto, l’errore sia suo e non nostro. Nel merito, il Codice civile all’articolo 2934, prevede che ogni bolletta abbia un tempo di prescrizione e che solo dopo quella data, non sarebbe più possibile richiederne i pagamenti.

Ad ogni modo conviene pagarle sempre, come anche il bollo auto, per evitare brutte sorprese. Ad ogni modo può capitare, ma succede raramente, che il fornitore ricordi di chiedere il pagamento di una presunta bolletta non saldata, dopo i tempi di prescrizione. Ecco, solo in quel momento non saremmo tenuti a rispondere. Gli stessi tempi di prescrizione poi, variano di bolletta in bolletta, ed a seconda della fornitura del servizio.

Leggi anche>>> Lotta all’evasione fiscale, arriva la lista nera: ecco chi rischia

A questo punto, assodato che bisogna conservare le bollette pagate come prova, capiamo in cosa consiste la prescrizione. Le bollette della luce, fino a febbraio 2018, hanno una prescrizione di cinque anni, mentre ne bastano due, per quelle da marzo 2018. Stesse condizioni valgono, per quelle del gas. Di cinque anni la prescrizione per quelle dell’acqua, fino al 31 dicembre 2019 che diventa da due, da gennaio 2020. Il problema però è che alle bollette della luce è legato il Canona RAI. Questo non ci consentirà di buttar via ogni bolletta, per dieci anni. Ora, basterà regolarsi con la data di emissione e sarà facile sapere dopo quanto, potremo dire addio alla bolletta.