Se il Fisco chiama bisogna rispondere: nessuna scusa è ammessa, neanche le ferie

Quando il Fisco richiede accertamenti bisogna rispondere nei tempi previsti pena il pagamento di pesanti sanzioni.

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E’ successo, secondo la Legge neanche in vacanza si può stare tranquilli. Se il Fisco richiede l’invio di una specifica documentazione occorre provvedere al più presto. Non importa se non si è a casa né in città perché si stanno godendo le meritate ferie. La pause non sono concesse e l’attenzione deve essere sempre alta.

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Il caso ha coinvolto una professionista in vacanza

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I contribuenti devono essere pronti a ricevere in qualsiasi momento una comunicazione da parte del Fisco e la risposta dovrà essere nei tempi stabiliti. Il caso esempio ha come protagonista una professionista in vacanza che non ha inviato alcuni documenti richiesti tramite un questionario recapitato alla donna se non al ritorno dalle ferie.

L’integrazione della documentazione non è stata accettata, la posizione è stata avvallata in sede di legittimità e il comportamento è stato considerato negligente. Questo è quanto deciso dalla Corte di cassazione lo scorso 14 giugno 2021 che ha con decisione respinto il ricorso della professionista.

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Le motivazioni al rifiuto del Fisco

I giudici hanno reputato il Fisco dalla parte della ragione sottolineando che nel momento in cui si tratta di accertamento tributario occorre distinguere tra la richiesta di integrazione inviata attraverso un questionario da quella avanzata in fase di verifica o ispezione.

In quest’ultimo caso, la contribuente colpevole di non aver collaborato con il Fisco avrebbe (giustamente) dovuto pagare una sanzione. Per fortuna della contribuente, la sua situazione rispecchia il primo caso, quello di un allontanamento dall’abitazione per le vacanze. L’assenza da casa è dunque giustificata ma la sentenza è chiara. La professionista dovrà pagare quanto richiesto senza poter ottenere alcuna deroga.

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