L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che i bonifici per le Partite Iva sono partiti per un totale di 5 miliardi di euro.

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I contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni Bis in favore dei possessori di Partita Iva sono stati finalmente disposti. Nella giornata del 22 giugno 2021 sono partiti 1,77 milioni di bonifici per un importo totale di 5 miliardi di euro. L’accredito è automatico, non necessita di alcuna istanza, e la somma dovuta sarà erogata direttamente sul conto corrente di coloro che avevano richiesto l’aiuto con il primo Decreto Sostegni. Oltre ai 5 miliardi di euro occorre aggiungere 166 milioni di euro derivanti dai crediti d’imposta, circa 38 mila, che saranno riconosciuti, anch’essi automaticamente, agli operatori economici che scelsero tale modalità di erogazione.

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Contributi a fondo perduto, come arriveranno i bonifici

Fondo perduto
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I beneficiari del contributo a fondo perduto sono circa 1,8 milioni di soggetti per un importo totale di 5,2 miliardi di euro. Nello specifico, 1,7 milioni di operatori economici riceveranno la somma totale di 5 miliardi di euro sotto forma di bonifici mentre quasi 38 mila soggetti otterranno gli aiuti come crediti d’imposta.

E’ importante sottolineare che l’erogazione seguirà la modalità scelta dal destinatario per il primo Decreto Sostegni. Avendo scelto l’erogazione tramite bonifico postale o bancario, l’accredito verrà effettuato sullo stesso IBAN mentre avendo optato per la compensazione, il contributo si percepirà come credito d’imposta. Il soggetto dovrà, dunque, utilizzarlo in compensazione nel modello F24 inserendo il codice tributo 6941.

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Destinatari del contributo del Decreto Sostegni Bis

I bonifici o il credito d’imposta sono stati erogati ai titolari di Partita IVA con ricavi e compensi inferiori a 10 milioni di euro o con un calo di fatturato del 30% o più nel periodo compreso tra 2019 e 2020.

Chi ha percepito ricavi fino a 15 milioni di euro potrà a breve ottenere sostegni secondo quanto riferito dal Ministro Franco. Ci sono, infatti, fondi residui che potrebbero essere destinati ai soggetti titolari di partita Iva con compensi compresi tra i 10 e i 15 milioni di euro. In alternativa si aggiungerebbero ai contributi a fondo perduto a conguaglio, previsti anch’essi dal Decreto Sostegni Bis.