Pessime notizie in arrivo per molti percettori del reddito di cittadinanza che rischiano di dover dire addio al sussidio. Ecco il motivo.

reddito di cittadinanza
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L’ultimo anno è stato segnato dal Covid, che ci ha portato a cambiare molte nostre abitudini, al fine di contrastarne la diffusione. Ne sono una chiara dimostrazione l’utilizzo delle mascherine, il distanziamento sociale e una serie di misure restrittive, che hanno portato con loro delle ripercussioni. Lo sanno bene, purtroppo, molti imprenditori che si sono visti costretti ad abbassare le saracinesche delle proprie attività, ritrovandosi a dover fare i conti con un netto calo del fatturato.

Molte le persone alle prese con una grave crisi economica, tanto da portare a registrare, nell’ultimo periodo, un vero e proprio boom di richieste del reddito di cittadinanza. Introdotto dal precedente esecutivo a guida Conte e riconfermato dal governo Draghi, lo scopo è quello di offrire un sostegno economico alle famiglie in difficoltà. Non mancano allo stesso tempo le critiche, tanto da portare a pensare di apportare alcuni cambiamenti. Varie le ipotesi in ballo, con una in particolare che potrebbe portare in molti a dover dire addio a questo sussidio. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Reddito di cittadinanza, importanti cambiamenti in vista: via i soldi a chi non studia

Nel corso degli ultimi mesi sono in molti ad aver fatto richiesta del reddito di cittadinanza, tuttavia molti rischiano, a breve, di perderlo. Il ministro Orlando, infatti, ha di recente avanzato una proposta che non è passata di certo inosservata e che potrebbe portare in molti a dover dire addio a tale sussidio.

Come riportato da Il Messaggero, infatti, il ministro del Lavoro sarebbe orientato ad introdurre un importante requisito, che si rivelerebbe necessario per ottenere il reddito di cittadinanza. In pratica: “Se prendi il reddito e non hai un titolo di studio, usi quel tempo per prendere un titolo di studio se non trovi un lavoro“. La proposta nasce anche dal fatto che quasi un terzo di coloro che beneficiano del sussidio non ha un titolo di studio oltre la terza media.

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In questo modo s’intende spingere coloro che non lavorano a utilizzare questo periodo per istruirsi e acquisire conoscenze che potrebbero rivelarsi utili per il futuro lavorativo dei percettori del reddito di cittadinanza. Al momento comunque, è bene sottolineare, si tratta solamente di una proposta. Non resta quindi che attendere e vedere quali decisioni verranno prese in merito.