Rimborsi a rischio per molte persone che hanno deciso di partecipare al programma cashback. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

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Il precedente esecutivo a guida Conte ha deciso di introdurre il bonus cashback come forma di lotta all’evasione fiscale. Quest’ultima, d’altronde, si presenta come un grande problema per il nostro Paese, per cui si rende necessaria l’attuazione di misure ad hoc. Tra questi, appunto, il cashback, che mira ad incentivare l’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici, quali carte di credito o bancomat. A tal fine, infatti, viene garantito un rimborso del 10%, fino a massimo 150 euro, per le transazioni effettuate nel corso del semestre di riferimento.

Ma non solo, a destare particolare interesse è il programma super cashback. Quest’ultimo, infatti, prevede un premio dal valore di 1500 euro, destinato ai primi 100 mila utenti che avranno registrato il maggior numero di transazioni. Proprio tale forma di incentivo economico sembra spingere molte persone a utilizzare dei trucchi di vario genere pur di scalare la classifica. Una vicenda che non è passata di certo inosservata e che potrebbe portare con sé delle ripercussioni. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Cashback, rimborsi a rischio: ecco cosa c’è da sapere

Cashback, stop app io
Super bonus Cashback (Fonte foto: web)

Il bonus cashback è riuscito ad attirare in poco tempo l’interesse di un gran numero di persone, soprattutto per via del premio da 1500 euro messo a disposizione con il programma supercashback. Proprio quest’ultimo sembra spingere i cosiddetti furbetti ad utilizzare tutti i metodi possibili pur di riuscire ad aumentare il numero delle transazioni. Ne è una chiara dimostrazione il trucco di frazionare un solo acquisto in tanti piccoli pagamenti.

Una vicenda che colpisce soprattutto i distributori di benzina, dove i soggetti in questione riescono ad agire indisturbati di notte, grazie ai servizi self service. Migliaia, in effetti, sono le transazioni da pochi centesimi registrate nel corso delle ultime settimane, con i cosiddetti furbetti che rischiano, però, di dover fare i conti con le relative conseguenze. A giugno, ricordiamo, scadrà il primo semestre del programma, con la Consap che provvederà pertanto ad erogare i rimborsi agli aventi diritti.

In molti, circa il 27% del totale dei partecipanti, non ha raggiunto la soglia di operazioni minima necessaria per ottenere il rimborso. Una situazione, in alcuni casi, frutto dei controlli contro i furbetti, che si sono visti così scalare le operazioni di piccolo importo, ripetute a breve distanza. Stando alle ultime stime, infatti, sembra che da gennaio sarebbero state registrate 107 milioni di transazioni per importi inferiori a 5 euro, su un totale di 680 milioni di transazioni elaborate.

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La categoria maggiormente colpita, come già detto, quella degli impianti di carburante, che hanno dovuto fare i conti con circa 20-30 milioni di transazioni abusive effettuate dai cosiddetti furbetti del cashback. Da qui la decisione di effettuare controlli mirati, con molti utenti che si stanno vedendo recapitare in questi giorni un messaggio sull’app Io, attraverso il quale viene chiesto di fornire spiegazioni in merito ad alcune transazioni sospette. In caso contrario si rischia di dover dire addio ai relativi rimborsi.