Numeri da record, quelli registrati dai cosiddetti furbetti del Super Cashback. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Cashback: il Fisco ha preso di mira i furbetti, cosa rischiano
Pagamento tramite Pos (Fonte foto: web)

Il precedente esecutivo ha deciso di introdurre il programma cashback, con il chiaro intento di disincentivare l’uso del denaro contante. In questo modo s’intende contrastare l’evasione fiscale, che da sempre rappresenta uno dei maggiori problemi del nostro Paese. A tal fine, ricordiamo, è previsto un rimborso del 10%, fino ad un massimo di 150 euro, a fronte di almeno 50 transazioni nel corso del semestre di riferimento, utilizzando strumenti di pagamento elettronici, come carte di credito o bancomat. A fare gola a molti, inoltre, sono i 1500 euro del Super Cashback.

Quest’ultimo si presenta come un premio volto ai primi 100 mila utenti che avranno effettuato il maggior numero di transazioni elettroniche dall’inizio del 2021 alla metà del 2022. Un’iniziativa finita spesso al centro delle critiche, per via dei cosiddetti furbetti, che sono disposti ad utilizzare dei trucchi di ogni genere, pur di scalare la classifica. A proposito di classifiche, di recente ne è stata stilata una in merito proprio ai furbetti. Dei dati che non possono passare di certo inosservati e che dimostrano come qualcuno si sia lasciato prendere un po’ troppo la mano dalla corsa al Super Cashback. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo chi si aggiudica il podio di questa “speciale” classifica.

LEGGI ANCHE >>> Cashback, anche i furbetti hanno le loro ragioni: “1500 euro regalati non sono pochi”

Super Cashback, furbetti da record: la classifica

Cashback pos
Foto © AdobeStock

Nel corso degli ultimi mesi, i cosiddetti furbetti del Cashback sono finiti spesso al centro dell’attenzione per via delle tantissime transazioni, effettuate a fronte di importi irrisori. Una situazione che non passa di certo inosservata e che colpisce in particolar modo i distributori di benzina, dove riescono ad agire indisturbati di notte, grazie ai servizi self service.

In molti si sono fatti prendere un po’ troppo la mano dalla situazione, tanto da registrare dei numeri davvero impressionanti. Ne sono una chiara dimostrazione i dati forniti da un’importante azienda con oltre 3 mila impianti di rifornimento in Italia, che dimostrano come nel corso degli ultimi mesi si siano registrate migliaia di transazioni da pochi centesimi per scalare la classifica. Ebbene, così come riportato da HDBlog, questa classifica vede:

  • Carugate (MI) al primo posto con 1.092 rifornimenti in un singolo impianto con una singola carta, per un importo medio di 0,24 euro a transazione;
  • Monreale (PA), al secondo posto, con 886 rifornimenti e un importo medio di 0,17 euro a transazione;
  • Fiumicino (RM), al terzo posto, con 763 rifornimenti da 0,09 euro l’uno.

LEGGI ANCHE >>> Dalle bollette ai prestiti, attenti alla batosta: prezzi in preoccupante aumento

Questo, ovviamente, è solo il “podio” di questa classifica, che mostra come molti abbiano deciso di effettuare tantissime micro transazioni, con il solo scopo di scalare la classifica del Super Cashback. Un trucco che potrebbe, però, ritorcersi contro. Negli ultimi giorni, infatti, molti hanno ricevuto un messaggio attraverso il quale viene chiesto di fornire spiegazioni in merito ad alcune transazioni sospette. I destinatari di questi messaggi, quindi, hanno 7 giorni di tempo per poter dimostrare la validità delle transazioni oggetto di discussione. In caso contrario rischiano di fare i conti con la cancellazione delle stesse, scendendo di conseguenza di posti nella classifica del Super Cashback.