Diffondere un numero di un’altra persona, è molto pericoloso, non solo per lei, ma anche per noi: si va nel penale

Telefonata anonima (Fonte foto: web)

Un numero di telefono, soprattutto se di cellulare, non deve venir diffuso con tanta leggerezza. Certo, se un familiare ci chiede il numero di una zia, un altro componente della famiglia in particolare, potremmo fare un’eccezione, ma non sempre dare il numero di un’altra persona non è pericoloso.

In alcuni casi, diventa reato pubblicare una foto non propria sui social, ma può esserlo anche dare a terzi, semplicemente un numero non nostro. Infatti, qualora l’altra persona dovesse ricevere chiamate indesiderate, rischiamo di violare la privacy del nostro amico o familiare, che non era al corrente di tutto ciò.

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Cosa rischiamo se vogliamo diffondere un numero non nostro

Secondo la Corte di Cassazione, un numero di telefono rientra tra i dati sensibili protetti dalla legge sulla privacy. E non è il caso di muoversi con tanta leggerezza su questo tema, come già detto, perché la privacy è motivo di tante proteste oggi, con social e web, al punto che Google per preservarla, ha fatto in modo che non saremo più tracciati. I dati sensibili sono per intenderci, quelli di cui il singolo utente decide cosa fare, quindi anche in che modo diffonderli o meno.

Di conseguenza, quando una terza persona dovesse usare in maniera inesatta il numero del nostro amico, conoscente ecc, noi saremo in qualche modo ritenuti responsabili. Pertanto, qualunque azione di disturbo, che diventi un semplice scherzo indesiderato, stalking o anche solo una telefonata, ha anche delle nostre colpe al suo interno, perché non abbiamo chiesto al soggetto offeso, se avessimo potuto dare o meno ad altri il suo numero.

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Quindi dobbiamo sempre chiedere, non solo se possiamo dare il numero a terze persone, ma anche semplicemente se possiamo inserire il nostro amico in gruppi social, come quello di WhatsApp, dove è facile andare a salvarlo, con pochi click. Peggio ancora, scrivere il numero di un’altra persona, su un social, dove la diffusione diventa praticamente incontrollabile. La pena che rischiamo va da sei mesi ad un anno e sei mesi di reclusione, più possibili risarcimenti richiesti dal proprietario del numero. Il reato infatti, è di reato di trattamento illecito dei dati personali.