Quando un conto corrente finirà per andare in rosso dal 30 giugno? A causa delle normative europee, cambieranno alcune cose

Conto in rosso (Fonte foto: web)

Dal 1 gennaio 2021, sarebbero entrate in vigore regole ben più severe delle precedenti. La proroga è avvenuta soltanto a causa dello stato di emergenza dovuto alla pandemia, ma ormai ci siamo, accadrà il 30 giugno 2021. Non saranno contenti i clienti degli istituti bancari, che operano spesso il default.

Non arriverà quindi, soltanto l’addio al prelievo bancomat, ma per i conti corrente, tante le novità in arrivo. E quindi, proviamo a capire cosa accadrà per chi si macchia di default, e cioè quando la banca debba valutare una situazione finanziaria complessiva di un cliente inadempiente.

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Conto in rosso: come cambieranno le regole

Dal 30 giugno 2021, quindi, avverrà ciò che sarebbe già successo dal gennaio 2021, e che non verrà però più prorogato. Per chi ha un conto corrente in rosso, scatterà più facilmente la pratica di default, in due modi su tutti. Accadrà per debiti superiori a 100 euro per persone fisiche, o per piccole e medie imprese che hanno un’esposizione alla banca inferiore al milione, oppure con 500 euro per le imprese che hanno un’esposizione di oltre 1 milione di euro. Scatta anche per debito superiore all’1% del totale delle esposizioni dell’impresa verso la banca.

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Quando si rientrerà dal default bancario: anche i tempi si sono allungati. Dalla regolarizzazione, bisognerà infatti attendere ben 90 giorni. Questo vuol dire che per tre mesi, il correntista non potrà perdere il suo stato di default, mentre prima bastava ripagare i debiti per rimettersi al passo.

Per quanto riguarda le regole che partiranno da giugno, sembre che non possano scoppiare automatismi tra classificazione default e  la segnalazione a sofferenza in centrale rischi da parte della banca. Di contro, il cliente potrà essere d’accordo e consapevole con lo sconfinamento, visto che per questo le nuove regole prevedono una più ampia possibilità. Infatti, se il correntista volesse pagare utenze prorpie, adoperando fondi al momento non a disposizione, potrà farlo in accordo con la banca.