Il pronunciamento dell’Arbitro bancario finanziario (Abf) crea un importante precedente: risarcire i prelievi indebiti al bancomat. E per una ragione precisa.

Bancomat rimborso truffa
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Ottanta prelievi fatti senza… averli fatti. E’ quanto è capitato a un correntista di Parma, derubato della carta bancomat e, progressivamente, anche dei propri soldi. L’uomo, un anziano che non utilizzerebbe frequentemente il prelievo agli sportelli Atm, non si sarebbe accorto dell’assenza della carta dal suo portafogli. I problemi sarebbero cominciati nel momento in cui l’uomo si è accorto del furto, allertando immediatamente la propria filiale per bloccare il bancomat. Nel frattempo, ha sporto denuncia ai carabinieri, specificando di non aver mai custodito né carta né pin.

La brutta sorpresa è arrivata nel momento in cui è stato esaminato l’estratto conto della carta, scoprendo che più di 80 operazioni erano state effettuate, tra prelievi e pagamenti. Abbastanza per portare il conto della vittima praticamente vicino allo zero. L’importo rubato, infatti, si avvicinava ai 10 mila euro. Decisamente una depredazione che, peraltro, non è stato che il primo passo di un’odissea che sarebbe durata ben più a lungo. Da lì, infatti, è iniziata una battaglia con la banca affinché la somma rubata fosse rimborsata.

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Un contenzioso che, almeno inizialmente, sembra volgere a sfavore della vittima. Tuttavia, nel momento in cui la vicenda è finita sul tavolo dell’Arbitro bancario finanziario (Abf), la situazione si è lentamente capovolta, arrivando a una decisione che costituisce un importante precedente. Il punto è tutto nel servizio di allerta, che le banche detentrici dei conti correnti sarebbero tenute a fornire ai propri clienti al fine di evitare situazioni spiacevoli come quella accaduta a Parma. Di fatto, un sistema che permette di allertare i possessori nel momento in cui qualcuno dovesse compiere operazioni indebitamente.

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Un aspetto importante del pronunciamento, il fatto che l’Abf abbia richiesto alla banca di procedere al rimborso nonostante il sistema di sicurezza non fosse mai stato richiesto dal titolare del conto. In effetti, secondo l’Arbitro, la banca sarebbe stata comunque tenuta a predisporre un servizio di avviso tempestivo all’utente per delle operazioni sospette al bancomat, attraverso degli sms alert o simili. In sostanza, un sistema che consentisse all’interessato sia di notare il furto che di fermare in tempo i prelievi insistiti. Da qui la decisione di attribuire alla banca l’obbligo del rimborso di tutte le operazioni non autorizzate.