A breve alcuni correntisti dovranno fare i conti con la chiusura degli sportelli della propria banca di riferimento. Un decisione, quella di dire addio al contante, che potrebbe essere a breve presa anche da altri istituti di credito.

Close-up of euro banknotes in prohibition sign – No money concept

Il denaro non è in grado di garantire la felicità, ma aiuta indubbiamente a risolvere un bel po’ di situazione problematiche. A partire dalla spesa settimanale, fino ad arrivare alle bollette, passando per i vari servizi, d’altronde, sono davvero tante le circostanze in cui ci ritroviamo a dover mettere mano al portafoglio. Non stupisce, quindi, che in un periodo particolarmente complicato come quello attuale, siano in molti a volgere un occhio di riguardo al mondo del risparmio. Data la crescente incertezza sul futuro, infatti, le persone sembrano essere sempre più propense a tenere i soldi fermi sul conto corrente. In questo modo è possibile avere sempre una fonte di denaro a cui attingere in caso di imprevisti.

Una situazione che porta le banche a dover sostenere dei costi di gestione particolarmente elevati, tanto da decidere, in alcuni casi, di optare per la chiusura dei conti con oltre 100 mila euro. Se tutto questo non bastasse, gli strumenti di pagamento sono oggetto di una continua evoluzione, che potrebbe a breve portarci a dover fare i conti con l’addio al denaro contante. Uno scenario che a breve vedrà coinvolti alcuni correntisti, dopo la decisione della loro banca di chiudere tutti gli ATM presenti sul territorio italiano. Una decisione che non passa di certo inosservata e che potrebbe essere, a breve, seguita a ruota anche da altri istituti di credito. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

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Banca dice addio al contante: le possibili mosse degli altri istituti dopo la rivoluzione Ing

Il mondo dei soldi è in continua evoluzione e a breve si potrebbe assistere ad una rivoluzione per quanto riguarda conto correnti e bancomat. Ne è una chiara dimostrazione la decisione di ING, che dal prossimo 1 luglio chiuderà gli ATM e le casse automatiche presenti sul territorio del nostro Paese. I correntisti di questo istituto che vorranno prelevare, pertanto, dovranno necessariamente utilizzare gli ATM offerti dalle altre banche, pagando di conseguenza le relative commissioni.

Una decisione, quella di ING, che non passa di certo inosservata e che viene considerata da molti come il primo e vero passo verso l’addio al denaro contante. Come dichiarato dal Country Manager di ING in Italia Alessio Miranda: “Stiamo evolvendo verso un modello cashless e sempre più mobile first. Questo per rispondere alle preferenze dei nostri clienti“. A partire dal cashback, passando per la lotteria degli scontrini, fino ad arrivare proprio alla decisione di ING, d’altronde, sono varie le misure volte a scoraggiare l’uso del denaro contante; incentivando, dall’altro canto, l’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici.

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Proprio per questo motivo si fa sempre più largo l’ipotesi che il caso ING sia destinato a non restare isolato. Già altri istituti, in effetti, hanno iniziato a muovere i primi passi in tal senso. Si cita, in tal senso, la comunicazione di Fineco Bank, ai propri clienti, in merito ad una possibile chiusura dei conti correnti con una giacenza superiore a 100 mila euro. Da non dimenticare poi Unicredit e Bper, che, a loro volta, hanno annunciato forti aumenti dei costi relativi al canone di gestione. Mosse, quelle degli altri istituti, che sembrano seguire la stessa linea di ING e che potrebbe a breve portarci a dire addio al denaro contante.