Brutte notizie per molti correntisti che temono di dover a breve fare i conti con una patrimoniale. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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È trascorso più di un anno da quando il Covid è entrato prepotentemente nelle nostre vite, portando con sé delle conseguenze negative sia dal punto di vista economico che sociale. Al fine di contrastarne la diffusione, infatti, l’esecutivo ha deciso di adottare una serie di misure restrittive, che portano molte imprese a tenere chiuse le proprie attività. Un momento storico particolarmente complicato, che richiede l’attuazione da parte del governo di misure ad hoc.

In tal senso l’esecutivo a guida Draghi ha deciso di approvare di recente il Decreto Sostegni, introducendo, ad esempio, dei nuovi contributi a fondo perduto. Ma non solo, in molti continuano ad intravedere una speranza nei vaccini. Quest’ultimi, inoltre, stando ad alcune recenti stime del Fondo Monetario Internazionale, sembra potrebbero addirittura “ripagarsi” da soli. Allo stesso tempo si continua a pensare ad altre possibili soluzioni, tra cui l’ipotesi di una patrimoniale sui conti correnti. Una decisione che potrebbe pertanto andare ad incidere negativamente sulle tasche di molti italiani.

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Conto corrente, torna lo spettro della patrimoniale al 10%: cosa c’è da sapere

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Fonte: Pixabay

In seguito all’impatto del coronavirus ci ritroviamo a vivere una grave crisi economica, che porta a dover adottare delle misure ad hoc. Tra queste si fa sempre più largo lo spettro di una patrimoniale al 10% sul conto corrente, che andrebbe così ad incidere negativamente sulle tasche di molte famiglie. Un argomento finito nuovamente al centro dell’attenzione, dopo le parole di Elsa Fornero, che a LA 7 ha affermato:

Aumenterà il debito pubblico, in questo momento fare debito è ammesso e dovuto, altrimenti dove si prendono i soldi? Si potrebbe introdurre una patrimoniale, ma quale partito la proporrebbe? Sarebbe un discorso onesto, vorrebbe dire non addossare tutto alle generazioni future. Il debito sarà un problema, ma il principale è il lavoro, perché si lavorava poco e si lavorerà ancora meno“.

Dichiarazioni che non sono passate di certo inosservate e che seguono quanto già detto dal Fondo Monetario Internazionale. Come si evince dal Fiscal Monitor di Aprile 2021“, infatti, viene considerata “necessaria la riforma della tassazione domestica e internazionale, in particolare quando la ripresa avrà preso ritmo“. In tal senso il FMI invita le autorità a prendere in considerazione: “un contributo per la ripresa dal Covid-19, imposto su redditi alti o i grandi patrimoni“.

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Al momento, come già detto, si tratta solamente di ipotesi e ancora non sono giunte conferme, così come nemmeno smentite, in merito. Dall’altro canto si fa sempre più spazio l’idea che il governo sia pronto ad adottare delle misure volte a coprire il debito italiano, che negli ultimi anni ha continuato a crescere. Che si tratti di patrimoniale sui conti correnti, piuttosto che di un’altra misura, quindi, lo spettro di dover mettere mani al portafoglio per rifinanziare i vari bonus e sussidi è sempre dietro l’angolo.