Usare i contanti in maniera spropositata può portate l’Agenzia delle Entrate a verificare la provenienza del denaro speso. Cosa bisogna fare per non destare sospetti

Agenzie delle Entrate, conto corrente
Agenzia delle entrate (Fonte foto: web)

Mettere da parte del denaro è l’attività più fisiologica che le persone possano compiere. Non passa mai di moda e soprattutto è sempre un buon viatico per avere qualcosa a disposizione quando si desidera effettuare qualche acquisto.

Dal classico porcellino alla cassetta con tanto di chiave sono molteplici le modalità attraverso cui è possibile custodire i proprio contanti. Il problema reale è spenderli quando diventano tanti, o meglio quando ci si trova di fronte alla prospettiva di dover effettuare un acquisto significativo.

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Contanti: i consigli per evitare i controlli del Fisco

Infatti, fare degli investimenti importanti in contanti può portare l’Agenzia delle Entrate ad effettuare dei controlli e in alcuni casi anche a subire delle sanzioni pecuniarie. A quel punto bisogna dimostrare la provenienza del denaro, onde evitare di essere tacciati di evasione fiscale. 

Operazione non semplice visto che spesso non si dispongono di prove tangibili per appurare che si trattano di risparmi o di somme elargite da amici o parenti. Al tempo stesso bisogna considerare che le indagini in questi casi scattano qualora le spese di un cittadino dimostrino un tenore di vita al di sopra del reddito che viene dichiarato.

Quindi può essere decisamente produttivo utilizzare i contanti tenuti da parte per piccole spese evitando acquisti tracciabili (su tutti quelli abbinati al codice fiscale), oppure fare acquisti che comportino l’emissione di una fattura. 

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Sconsigliate anche le ricariche telefoniche, abbonamenti, premi assicurativi e bollette visto che sono riconducibili alla persona che li paga. Nemmeno da considerare l’acquisizione di beni di lusso, che generebbero non pochi sospetti. A rendere il tutto più lineare e sicuro sono le tracce relative al denaro ricevuto, in modo tale da poter dimostrare di agire in buona fede.