Nell’ultimo periodo bisogna prestare particolarmente attenzione ad una email truffa in cui loschi individui si spacciano per l’Agenzia delle Entrate per raggirare le persone

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Una regola non scritta del web è quella di tenere sempre alta la guardia. I tentativi di truffa sono sempre più numerosi e costanti e per forza di cose può capitare di incrociarli sul proprio cammino.

Il nuovo filone di raggiri riguarda una email fasulla dell’Agenzia delle Entrate che ha come fine quello di impadronirsi dei dati degli utenti. Incuriositi dalla potenziale comunicazione del Fisco, molti cittadini finiscono per cadere nella trappola e ci rimettono informazioni personali e denaro. Vediamo come funziona nel dettaglio e soprattutto come evitarla.

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L’email fasulla a nome dell’Agenzia delle Entrate: come riconoscerla

Il contenuto della email riguarda l’invio delle comunicazioni delle liquidazioni IVA e contiene in allegato un file zip che in realtà è un malware. Già partendo da queste considerazioni si può smascherare la truffa. 

Questo genere di pratiche vengono inviate dal contribuente mensilmente o trimestralmente all’Agenzia delle Entrate, che ha specificato subito che non sbriga faccende simili attraverso delle email. In seguito alle numerose segnalazioni ricevute, il Fisco ha invitato chiunque si imbattesse in questi messaggi truffaldini a non aprire il link all’interno (è una regola universale) e a cestinarlo istantaneamente.

A far cadere i più nell’inganno è il logo dell’Agenzia delle Entrate che è praticamente identico. Leggendo il contenuto però ci si accorge che più di qualcosa non torna. Sono presenti diverse imprecisioni che rendono il testo a tratti senza senso logico e scritto in un italiano orripilante.

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La sensazione è quella che sia stato utilizzato il più classico dei traduttori per mettere insieme “l’opera”. Questi particolari possono rappresentare (anzi devono) rappresentare dei campanelli d’allarme e far alzare il livello della propria attenzione. Così facendo si possono evitare la perdita di dati sensibili, che riutilizzati in rete possono diventare molto pericolosi.