La tregua è finita. Come si evince da un recente provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, infatti, sono tanti gli italiani che dovranno a breve fare i conti con l’arrivo delle notifiche degli atti di accertamento precedentemente sospesi.

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È passato ormai più di un anno da quando il coronavirus è entrato prepotentemente nelle nostre vite, portando con sé delle ripercussioni negative sia per quanto concerne l’aspetto delle relazioni sociali che della gestione economica. Tante le misure restrittive con cui bisogna fare i conti, come ad esempio il coprifuoco o le limitazioni negli spostamenti. Ma non solo, molti imprenditori sono costretti a tenere le serrande delle proprie attività chiuse, riportando, di conseguenza, un netto calo del fatturato.

Proprio per questo motivo il governo ha deciso di erogare varie forme di aiuti economici, come ad esempio i contributi a fondo perduto e il condono delle cartelle esattoriali previsti dal recente Decreto Sostegni. Delle misure indubbiamente importanti, che permettono ai soggetti interessati di tirare un sospiro di sollievo. Dall’altro canto bisogna fare i conti con il Fisco che non si ferma mai e che è pronto a raggiungere le case di tantissimi italiani con le notifiche di atti di accertamento e avvisi bonari emessi nel 2020.

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Agenzia delle entrate, riparte la notifica degli atti di accertamento: cosa c’è da sapere

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L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, grazie al provvedimento n. 88314 del 6 aprile 2021, le nuove disposizioni riguardanti la notifica degli atti di accertamento ed avvisi bonari, che sono stati emessi l’anno scorso, con scadenza tra l’8 marzo e il 31 dicembre del 2020. Le comunicazione d’irregolarità, infatti, devono essere state appunto elaborate entro il 31 dicembre 2020. Possono quindi essere notificate a partire dal 1° marzo 2021 al 28 febbraio 2022.

A tal proposito l’ente ha chiarito che l’invio delle notifiche avviene in “modalità pressoché uniforme“, rispettando l’ordine cronologico di emissione. Fanno eccezione i “casi di indifferibilità e urgenza riscontrata successivamente o al fine del perfezionamento di adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi“.

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Ma non solo, tra le notifiche a cui viene data priorità si annoverano, così come previsto dall’articolo 5 del Decreto Sostegno, gli avvisi bonari. In questo modo, ricordiamo, si intende permettere ai soggetti che hanno registrato un netto calo del fatturato, di pagare, senza aggravio di sanzioni, gli avvisi inerenti gli anni 2017 e 2018, in seguito ai controlli di cui agli articoli 36-bis del d.p.r. 600/73 e 54-bis del d.p.r. 633/72.