I bancomat a numero limitato, i furbetti del cashback e i possibili danni dei gestori di rete mobile. Ecco cosa succede.

cashback, bancomat, smartphone
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Le ultime novità riguardo ciò che succede nel nostro paese parlano di una situazione riguardante la presenza degli sportelli bancomat sempre più disastrosa. Abituati da sempre ad avere a nostra diposizione più sportelli sotto casa, o in ogni caso in giro per le nostre città, si assiste sempre di più ad una graduale scomparsa all’esterno degli istituti bancari, di questo tipo di servizio. Non sono i tempi che cambiano perchè il bancomat resta fondamentale, anzi.

A cambiare è il concetto di banca, a cambiare è l’idea di ciò che dovrebbe essere una filiale, un hub, come si dice oggi, nelle intenzioni di consigli di amministrazioni e nelle abitudini delle persone, di quelli che rappresentano la clientela. Non per forza sportelli bancomat personalizzati, ma la possibilità di utilizzarne altri, generici, con la filiale che si svuota del tutto di contante e diventa un centro di semplice consulenza. Banconote addio, insomma.

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Addio bancomat | Cashback furbetto record | Batosta credito smartphone: le novità a riguardo

Altra questione che riempie le pagine della cronaca italiana riguarda il cashback, l’iniziativa che ci consente di guadagnare spendendo, al centro però di numerose polemiche. Troppi i furbetti disposti a barare pur di aumentare il numero delle operazioni effettuate, pur di partecipare all’estrazione del super bonus di 1500 euro. Ad oggi, notizie sulla scoperta di sempre nuove situazioni limite, sono sempre più all’ordine del giorno, il Governo monitora la situazione in attesa di decisioni che potrebbero rivelarsi davvero sorprendenti.

Tim, Vodafone e Wind sotto osservazione per la notizia diffusasi di una possibile rimodulazione delle tariffe che potrebbe portare in un anno, i clienti dei tre gestori a pagare circa 40 euro in più. Una cifra davvero incredibile se si pensa a quelle che sono le spese medie di gestione di una sim.

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Destinatari di questo tipo di rincaro dovrebbero essere, cosi come affermato in alcuni contesti, gli utenti che negli ultimi cinque anni non hanno mai cambiato gestore. Una bella punizione, insomma, per essere stati, del resto, fedeli al proprio gestore.