Attenzione alla Sim del telefono: cosi svuotano il conto, sgominata la banda

I carabinieri del comando provinciale di Genova hanno arrestato 14 persone per presunte truffe online. Ecco come e dove agivano 

Truffe online
Carabinieri (Fonte foto: web)

Le truffe online sono tra le più gettonate di questa fase. Tante sono le modalità di azione che consentono ad hacker criminali di potersi impossessare di dati personali e di denaro altrui.

Fortunatamente le forze dell’ordine stanno dando una botta sempre più forte a questi soggetti, che agiscono con modalità subdole sfruttando le loro conoscenze informatiche piuttosto ampie.

A Genova i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito 14 arresti nei confronti di presenti truffatori. In base alle indagini svolte finora, i criminali avrebbero svuotato diversi conti correnti, circa una decina. Un giro che ha coinvolto diverse zone d’Italia con denunce e controlli oltre che nel capoluogo ligure anche a Sanremo, Napoli, Roma, Taranto, Cagliari e Modena. 

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Le accuse sono pesantissime: associazione a delinquere finalizzata alle truffe, accesso abusivo ai sistemi telematici e falsificazioni dei documenti d’identità. Dei 14 fermati 5 sono state condotti in carcere, due ai domiciliari, tre hanno l’obbligo di dimora e altri quattro di firma.

All’operazione è stato attribuito il nome “Fornite” dal nome di uno dei più noti videogames, di cui sono appassionati molti dei personaggi coinvolti nel losco giro. Stando ai primi numeri riportati, sono state compiute 28 truffe per un bottino totale guadagnato di 200mila euro. 

Il gruppo di balordi inviava messaggi o email con i loghi delle poste e degli istituti di credito con all’interno un link a cui si invitava a cliccare (per conoscere i dati di accesso del povero malcapitato). Altra modalità d’azione erano le chiamate al cellulare. In seguito con documenti falsi si recavano presso i gestori telefonici e duplicavano la scheda telefonica.

Attraverso le nuove Sim autorizzavano i prelievi dai conti per poi svuotarli man mano. Con i proventi di questi raggiri acquistavano beni preziosi, attrezzature elettroniche e addirittura droni e bitcoin. 

L’indagine dei Carabinieri iniziata nel 2019 è stata condotta dal maggiore Francesco Filippo e dal colonello Alberto Tersigni e ha portata a galla truffe avvenute non solo sul territorio italiano, ma anche in Francia.