La rivoluzione del Bancomat è in atto ma i dubbi e le critiche non tardano ad arrivare. La gestione dei prelievi nei negozi non convince. Scopriamone i motivi.

bancomat foto Unsplah

Bancomat e Antitrust si sfidano con idee innovative e rivoluzionarie che non convincono i consumatori. La percezione che un cambiamento è in atto ci accompagna ormai da qualche giorno ma l’attesa è di soluzioni che semplifichino la vita delle persone e non portino a complicazioni, soprattutto in termini economici.

Le idee rivoluzionarie dell’Antitrust e del Bancomat

Il mercato dei prelievi al Bancomat sta per subire dei cambiamenti e l’Antitrust li porrebbe in atto eliminando le commissioni interbancarie ed imponendo ai clienti di corrispondere una commissione nel momento del prelievo all’istituto erogatore del denaro. Di conseguenza, verrebbe a mancare la possibilità di sapere a priori il costo dei prelievi al bancomat effettuati presso istituti bancari differenti. Questo cambiamento inciderebbe soprattutto sui clienti delle piccole banche che dispongono di pochi sportelli sul territorio nazionale.

Alla proposta del Circuito che gestisce i pagamenti in Italia, Bancomat risponde con un’altra idea rivoluzionaria che modificherebbe, anzi invertirebbe, le procedure attuali. L’Amministratore Delegato Alessandro Zollo afferma che i POS potrebbe essere utilizzati al contrario, non solo per pagare ma anche per prelevare. Chi fornisce denaro sarebbe, naturalmente, ricompensato per questo servizio con una commissione esattamente come accade per le banche. Il vantaggio sottolineato è la massiccia presenza degli store su tutto il territorio italiano che faciliterebbe il prelievo del contante e lo renderebbe più immediato.

Dubbi e critiche all’idea del prelievo in negozio

La rivoluzionaria proposta di prelevare al Bancomat in negozio risulta essere da un lato accattivante, ma dall’altro genera dubbi e critiche. Una prima perplessità è legata al rapporto cliente-venditore. Il prelievo sarebbe contestuale ad un pagamento della merca oppure avverrebbe in un momento diverso? Se risultasse essere indipendente, il negoziante mal volentieri si priverebbe di liquidità facendola uscire dall’attività, pur ricevendo una commissione per la transazione. Sarebbe impensabile per il venditore erogare contante che probabilmente il consumatore spenderà in un’altra attività commerciale diversa dalla propria. Allo stesso modo, non si comprende il senso di un eventuale contemporaneità tra prelievo e pagamento. Ritiro il contante per pagare poi con il POS.

Si aggiunge, poi, il problema della quantità di liquidità che un negozio dovrebbe avere sempre a portata di mano, anzi di POS. Tale disponibilità potrebbe averla una grande catena di supermercati ma il sarto di quartiere probabilmente no. La conseguenza sarebbe incentivare gli acquisti nei grandi store danneggiando i piccoli commercianti.

L’idea rivoluzionaria, dunque, pur avendo un’intenzione valida dovrà essere studiata nei dettagli per convincere tutte le persone coinvolte, dai negozianti ai consumatori. La nostra penisola non attraversa un momento idilliaco dal punto di vista economico e in molti credono che, forse, un’innovazione del genere potrebbe rivelarsi controproducente in questo momento.