Come cambierà il contratto di solidarietà all’interno del Decreto Sostegni Bis, novità in arrivo con lo sblocco dei licenziamenti

Licenziato (Fonte foto: web)

Il blocco dei licenziamenti non avrà alcuna proroga, con questo, rischiano tanti lavoratori. Manca davvero pochissimo alla scadenza, con il 30 giugno a fare da data ultima. A luglio quindi, si torna a licenziare. Dopo questa data quindi, le aziende potranno servirsi del contratto di espansione, nonché del contratto di solidarietà.

Le aziende che possono servirsi di questo metodo, sono quelle che a causa della pandemia, hanno perso almeno il 30% del fatturato. L’indennizzo, sarà del 70%, però con la promessa di non abbassare il livello di occupazione delineato al momento di stipulare il contratto con i sindacati. Intanto, proroga di ulteriori sei mesi è stata data anche alla cassa integrazione straordinaria.

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Contratto di solidarietà: cosa cambia con il Sostegni Bis

Con il Decreto Sostegni Bis, saranno tantissime le cose che cambieranno per quanto riguarda l’Economia del Paese. Un esempio sono le cartelle esattoriali da rateizzare addirittura in 10 anni, ma ci sono novità anche per lavoro, licenziamenti e pensioni. A proprosito ancora del tema licenziamenti, cambierà qualcosa proprio del contratto di solidarietà, da aggiornare. E verrà inoltre inserito un provvedimento che va in aiuto alle aziende.

È il contratto di rioccupazione, la nuova arma inserita nel Sostegni Bis, dal nuovo Governo. Quest’ultimo, esordirebbe insieme alla data di entrata in vigore, proprio del nuovo Decreto, il 31 ottobre 2021. La novità, prevede un periodo di prova di 6 mesi, per l’inserimento lavorativo di un disoccupato. L’azienda ci guadagna perché seguendo questa misura, ad essa è riconosciuto un bonus, uguale a all’esonero contributivo al 100%, entro i 6mila euro d’importo.

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In questo modo però, si evince facilmente, il datore di lavoro perde il diritto di esonero, in più, l’importo dello stesso esonero viene in questo modo, restituito. Con il culmine del periodo di prova, il contratto può essere quindi rescisso o cambiato in uno a tempo indeterminato. In più, all’interno del Sostegno Bis, è previsto un fondo di 50 milioni di euro in aiuto alle aziende che vogliano avviare scuole per la specializzazione nei settori: tessile, manifatturiero, cantieristico.