Ancora diverse possibilità per soggetti singoli e Partite IVA in difficoltà, con il Decreto Sostegni Bis, ecco di cosa si tratta

Bonus Inps
Inps (Fonte foto: web)

Forse per cartelle esattoriali ed Irap, arriverà un’ulteriore proroga, ma per adesso la data tanto temuta per la messa in moto del meccanismo, è fissata al 31 maggio. Con la ripartenza ai primi di giugno, ecco entrare in campo il Decreto Sostegni Bis, che non solo si occuperà delle Partite IVA, ma che ora creerà anche i blocchi della ripresa del recupero crediti, da parte del Fisco.

L’obiettivo, forse anche la cosa più semplice da fare, è dare la possibilità alle persone fisiche, di riavvicinarsi ai debiti fiscali, potendoli dividere in rate. Si tratta su due fronti, rate a 6 anni o rate a 10 anni, con il secondo che pare al momento, essere in vantaggio. Ma come sempre, chi potrà usufruirne, ha bisogno di particolari requisiti.

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Le novità su cartelle esattoriali e Partite IVA del Sostegni Bis

Le riscossioni partiranno di nuovo, ma per le cartelle esattoriali contate sul numero di 35 milioni ad aprile, ci sarebbe tempo. Almeno è questo l’obiettivo del Governo, anche a causa dell’attuale aspetto economico del Paese. Già grazie al primo Decreto Sostengi, per le cartelle che arrivavano a marzo 2021, ci sarà tempo per due anni per il pagamento totale di ognuna. Ora si punterebbe a partire dai registri delle imprese che hanno chiesto i contributi a fondo perduto.

Vale a dire che chi ha chiesto aiuti allo Stato, potrà rateizzare i propri debiti in 6 o 10 anni. Il Mef è ancora in discussione, come già detto per queste due possibilità, con quella di allungare di altri 4 anni le possibilità per tutti che sembrerebbe corretta, come ulteriore bonus da dare ai cittadini, ma le difficoltà sono rappresentate maggiormente dalle risorse.

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Torniamo alle Partite IVA, che già esultano per l’idea abbattimento dei costi fissi. Per quanto riguarda le rateizzazioni delle cartelle esattoriali, che siano di 6 o 10 anni, le Partite IVa dovrebbero avere tre requisiti fondamentali: un fatturato non superiore ai 10 milioni di euro; il calo del fatturato/corrispettivi del 30% tra il 2020 e il 2019; l’attività è in essere almeno dal 2019.