Il blocco dei licenziamenti è uno degli argomenti del momento. Pare che non ci sarà alcuna proroga: ecco quali sono i rischi.

blocco licenziamenti
(Fonte: Pixabay)

Il blocco dei licenziamenti è uno degli argomenti maggiormente caldi di queste ultime settimane. Infatti a far parlare è stata ed è tutt’ora la richiesta dei sindacati procedere con una proroga, vista la delicatezza della situazione. Ma qual è stata la decisione?

Stando alle ultime indiscrezioni, il Governo avrebbe frenato su questa ipotesi. Ma quale sarebbe quindi ora il rischio legato al mondo del lavoro? Giusto entrare nel dettaglio e provare a dare una spiegazione. Ci possono davvero essere infatti delle categorie che potrebbero pagare a caro prezzo alcune scelte e alcune strategie.

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Infatti non si può non dire che il blocco dei licenziamenti non ha mai comunque riguardato tutti e ci sta chi è sempre stato a forte rischio. Passando un po’ ai numeri, pare che siano oltre 100mila posti di lavoro che rischierebbero di essere vacanti. Sarebbe dunque questa la principale conseguenza dello sblocco dei licenziamenti. A dirlo è stato l’Ufficio parlamentare di Bilancio. Comunque, stando a queste prime statistiche e previsione, la situazione potrebbe anche essere meno drammatica del previsto.

Per ora comunque va detto che il blocco sarà valido ancora per un po’ di tempo, ma il rischio, per quanto forse meno elevato, c’è eccome. L’obiettivo dei sindacati è però quello di ottenere una proroga fino al 31 ottobre. Una proroga che tra l’altro possa valere per tutti. Non resta ora che attendere quale sarà la presa di posizione del governo Draghi, che, come detto, quantomeno al momento sarebbe titubante. Chissà se, con il passare dei giorni, ci sarà una vera e propria inversione di rotta.

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A parlare di quest’importantissimo argomento e soprattutto la Cgil e il su segretario Landini, che si sarebbe mosso in prima persona. Non resta che attendere quello che succederà nelle prossime settimane. La sensazione e che ci sarà una vera e propria battaglia e che la parola fine potrebbe non arrivare così a breve, vista anche la delicatezza della situazione creata dalla crisi causata dalla pandemia, che dura da ormai un anno.