Stando ad un’indagine condotta da Facile.it il coprifuoco è uno dei fattori che incide di più sulla scelta degli italiani di partire o meno per le vacanze estive 

Coprifuoco
Vacanze (Fonte foto: web)

Le vacanze estive al momento sembrano una vera e propria chimera. Preoccupazioni legate al covid e l’attesa per il green pass nazionale o europeo sono le maggiori incognite che stanno facendo ponderare gli italiani sulla loro scelta finale.

A queste si aggiunge anche un problema di fondo che renderebbe il viaggio decisamente più limitante, ovvero il coprifuoco alle 22:00. In tanti sono alla finestra in attesa di capire se la misura verrà abolita o quanto meno rivista.

LEGGI ANCHE >>> La politica discute ma il coprifuoco resta: e chi sgarra rischia grosso

Coprifuoco: si parte o meno? Lo studio condotto su un campione di italiani

Stando alle ultime indiscrezioni che trapelano dal Governo, dal 24 maggio 2021 il coprifuoco potrebbe essere spostato alle 23:00, il che già consentirebbe ai vacanzieri di poter rilassarsi di più.

Allo stato attuale però vige l’incertezza così come si evince da un’indagine commissionata dal sito Facile.it e compiuta da mUp Research e Norstat. È stato preso in esame un campione della popolazione italiana compreso tra i 18 e i 74 anni. 

I risultati la dicono lunga su come il coprifuoco rappresenti un fattore di ostacolo per le vacanze. Basti pensare che il 40% degli uomini intervistati non ha intenzione di partire qualora le restrizioni rimangano invariate.

Più morbida la posizione delle donne. Solo il 29% delle intervistate ha risposto di non essere propensa alle vacanze estive in caso di prolungamento del coprifuoco. In generale è il Nord l’area in cui sono state espresse le maggiori perplessità. Nella parte Nord-Ovest addirittura il 43% mentre ad Est il 37,9%. 

LEGGI ANCHE >>> Il coprifuoco non è legale: gli italiani preparano i ricorsi

Dati che la dicono lunga sulla crisi profonda nel settore del turismo in Italia da quando la pandemia ha fatto capolino. Assoturismo ha fatto sapere che la perdita economica stimata nel 2020 è stata di 240 milioni di euro giornalieri. 

Quindi le decisioni dell’Esecutivo (prese in base all’andamento della situazione epidemiologica) saranno decisive per la buona riuscita della stagione estiva 2021. Non resta che sperare sia per il comparto che per i turisti, desiderosi di godersi le proprie ferie.